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“Siccità, a rischio anche la produzione di vino”

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Un vigneto

Un vigneto

Campo di grano

Campo di grano

Luca Granieri, presidente Coldiretti Lazio

David Granieri, presidente Coldiretti Lazio

Viterbo – Quattro gocce d’acqua, con tutta probabilità, non riusciranno a sollevare le sorti dell’agricoltura del Lazio. 

I dati della Coldiretti per questa stagione intrisa di siccità sono impietosi e il Lazio si contende con poche altre il triste primato della regione italiana più colpita. Nei primi sei mesi dell’anno (dati Coldiretti Lazio) sono già andati in fumo gli ettari bruciati dalle fiamme in tutto il 2016 e l’agricoltura risulta essere il settore più danneggiato, anche perché già gravato, prima ancora che dalla siccità e dalla crisi idrica, da altre emergenze come le devastazioni causate dalla fauna selvatica e dagli effetti delle gelate di fine primavera.

 “Le perdite sono ingenti. Una prima stima parla di almeno 110 milioni di euro persi. E il conto – spiega il presidente di Coldiretti Lazio David Granieri – è destinato a salire. Chiederemo misure transitorie di sostegno come agevolazioni fiscali e creditizie, abbattimento degli oneri contributivi e sospensione dei mutui per evitare il tracollo del sistema produttivo agricolo laziale. Presenteremo anche una proposta operativa per la gestione strategica delle risorse idriche, visto che ormai anche nel Lazio la siccità non è più un fatto episodico, ma un fenomeno naturale strutturale”. 

Nella conta delle perdite ancora non c’è il vino. L’uva inizierà ad essere raccolta non prima di fine agosto ma la Coldiretti è già in allarme. “Per il vino abbiamo stimato una perdita del 50%, ovviamente – spiega Granieri – il dato rilevato è parziale, visto che ad oggi manca tutto il mese agosto. Ma le previsioni non ci fanno stare tranquilli”. 

Il vino è solo l’ultima delle perdite. Il quadro della Coldiretti, provincia per provincia, è desolante.

I dati che l’associazione di categoria ha raccolto descrivono un settore, quello dell’agricoltura, messo in ginocchio. “Già ai primi di giugno le difficoltà di irrigazione nella piana Pontina erano palesi. Centinaia di associati Coldiretti – scrive nel report l’associazione di agricoltori del Lazio – che avevano speso soldi per le semine si ritrovano ettari di campi a meloni e cocomeri bruciati dal caldo bollente e dalla impossibilità di irrigare per mancanza di acqua. Come è successo anche per le patate e le carote dell’agro romano, di Maccarese e Fiumicino, e come è successo per il grano che ha germogliato spighe vuote”.

Nella Tuscia dei noccioleti, che  necessitano di 8/10 ore di acqua al giorno, “la preoccupazione – si legge ancora nel report – fa il paio con la rassegnazione di chi non ha ancora la disponibilità economica per installare impianti irrigui. Il risultato è che a Caprarola e dintorni chi non ha l’impianto irriguo sa bene che raccoglierà nocciole vuote, perché la mandorla non ha avuto umidità e nutrienti a sufficienza per formarsi e raggiungere gli standard di qualità che ne fanno nocciole di prima scelta per le industrie dolciarie”. La Coldiretti esprime le medesime preoccupazioni per le piantagioni di kiwi dei Castelli Romani, di Velletri, di Aprilia e di Cisterna di Latina.

La produzione di latte a Rieti, Frosinone e nella provincia di Roma è scesa del 30 -40% (dati Coldiretti). “Ma il problema – continua – si estende anche all’approvvigionamento del fieno e dei foraggi per l’alimentazione del bestiame. Gli allevatori hanno perso mais, erba medica, fieno di produzione propria e dovranno comprarlo sul mercato.

Nella Tuscia e nella Sabina – continua il report- è partita la corsa all’irrigazione di soccorso per uliveti e vigneti, con aggravio di spesa sul capitolo irrigazione per l’acquisto di gasolio e per la bolletta energetica e ben sapendo che ulivi e vitigni hanno già perso la metà della resa produttiva”.

Un quadro drammatico, ovunque nel Lazio.

“Ribadisco quello che in questi ultimi giorni ho detto più volte anche in tavoli istituzionali – conclude il presidente Granieri – la siccità non è più un evento che possiamo considerare di stagione in stagione, ma è strutturato. E proprio per questa ragione abbiamo chiesto alla Regione un piano strategico contro la desertificazione. Il problema, infatti, non è solamente il raccolto di quest’anno ma anche quello del prossimo anno”.

Tra le richieste della Coldiretti anche l’attivazione della misura 5 per la compensazione dei redditi mancanti.  


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