Viterbo – (g.f.) – Diciassettemila euro per l’inaugurazione bis del teatro Unione.
Se per Giacomo Barelli (Viva Viterbo) sono una follia, Giulio Marini (Forza Italia) è rimasto allibito. Chiedendosi come mai una simile cifra per un concerto.
Di sicuro i soldi non sono andati alla banda della Marina militare. “Ho voluto verificare – spiega Marini – perché sono rimasto allibito.
La Marina viene gratuitamente, di prassi si paga solo la cena ai maestri e il trasporto è a cura del ministero della Difesa. Quindi ho voluto accertarmi”.
E le sorprese non sono mancate. “Ho dovuto notare che in comune si fa una cosa tanto per farla”.
Ovvero: “I soldi sono stati spesi in gran parte per noleggiare le quinte, per coprire la parte posteriore del palcoscenico”. In pratica, due inaugurazioni senza che il teatro comunale sia ancora dotato di tutto il necessario.
In qualche modo, due tagli del nastro a struttura ancora incompleta.
“Se in comune avessero programmato tutto come dovevano – insiste Marini – avrebbero comprato il necessario e l’inaugurazione fatta una volta ultimato davvero. Senza essere costretti a noleggiare quello che manca. Per cosa, poi?”.
Non sarebbe cambiato molto. Qualche settimana in più o in meno. Entro l’estate o dopo santa Rosa.
Anche perché, a fronte di due inaugurazioni, nella sostanza ancora nulla si sa del futuro per l’Unione. A cominciare dalla prossima stagione.
Per la quale il comune ha stanziato la strabiliante somma di 50mila euro, meno i 17mila spesi per il concerto. Fanno 33mila. Una miseria. Non ci verrà di sicuro un cartellone strepitoso.
Ma che importa? Conta che l’Unione sia stato inaugurato e pure due volte.

