Viterbo – Giro di droga organizzato su Whatsapp, tornano liberi i due fratelli, minorenni, residenti in un centro dei Cimini. Quattro mesi fa erano stati arrestati e condotti in due distinte comunità con l’accusa di spacciare a scuola, in un istituto superiore del capoluogo. Poi, come chiesto dai difensori Samuele De Santis e Domenico Gorziglia, hanno ottenuto i domiciliari.
Ieri il giudice del tribunale per i minori di Roma li ha fatti tornare in libertà, ma tutte le sere dovranno rientrare a casa entro le 21. La prossima udienza è stata fissata a fine settembre, quando verrà definito il programma per la messa alla prova. Qualora la messa alla prova dovesse concludersi positivamente, i fratelli, di 16 e 17 anni, potrebbero essere prosciolti per estensione del reato.
I due, ieri, si sono difesi in aula. “Era consumo collettivo, di gruppo – hanno detto al giudice capitolino -. La droga veniva acquistata insieme e usata insieme”. Droghe leggere: hashish e marijuana.
I fratelli, di origine dominicana, sarebbero stati traditi sia dal malore di una studentessa durante le ore di lezione, a causa dell’assunzione di stupefacenti. Sia da una chat di gruppo su Whatsapp, chiamata “Che il becco sia con te”.
Le indagini dei carabinieri sarebbero partite da alcune ammissioni della studentessa colpita da malore. Ai militari avrebbe raccontato che fare uso di spinelli era una consuetudine tra i suoi coetanei, mostrando agli uomini dell’arma il gruppo Whatsapp, di cui amministratrice.
Dalla chat sono stati estrapolati degli screenshot che, oltre ai messaggi scambiati dai giovanissimi, mostrano anche delle foto scattate in classe mentre confezionano degli spinelli. Il nome della chat, “Che il becco sia con te”, non sarebbe casuale. Farebbe riferimento al gergo usato dai giovanissimi che, con la parola “becchime”, indicano il “fumo”. Al suo interno si parlerebbe anche di “ceriole”, per dire gli spinelli da fumare in gruppo.
