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Viterbo – Stalking in caserma, si oppone alla richiesta di archiviazione il maresciallo dei carabinieri 40enne di una stazione dei Cimini che ha denunciato la sua ex.
Per colpa dei litigi, anche in caserma, alla fine della relazione, il militare sarebbe perfino stato messo due giorni in punizione e trasferito da una stazione all’altra “per relazione con persona controindicata”.
Era il 2012-2013 e i due si sono denunciati a vicenda per stalking. Ma mentre l’uomo è stato raggiunto dal 415bis, l’avviso di fine indagini che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, per la donna è stata chiesta l’archiviazione.
Il maresciallo sostiene che fosse lei a piombare in caserma per fargli scenate e per parlare male di lui ai superiori. E una volta, il 15 gennaio 2013, lo avrebbe aggredito e morso alla guancia destra, proprio sotto l’occhio, davanti a due colleghi di pattuglia, cui il 40enne aveva chiesto di intervenire per calmarla. Ma che lei, invece di calmarsi, si sarebbe sfogata colpendolo ancora e poi prendendo a cazzotti il cofano della sua macchina, parcheggiata nel piazzale.
Per la procura, però, non ci sarebbero riscontri. “Emerge, è vero, un quadro di reciproci contrasti – si legge nella richiesta di archiviazione – ma non vi è prova che siano stati compiuti atti di violenza”.
Il militare però non ci sta e attraverso i legali Marco Valerio Mazzatosta e Ilaria di Punzio ha fatto ieri opposizione davanti al gip Francesco Rigato.
Ha dato battaglia in aula anche la ex, assistita da Samuele De Santis. Lei sostiene che fosse il maresciallo a portarla con sé in caserma, quando non c’erano i superiori. Le avrebbe anche rivelato notizie secretate su delicate inchieste in corso e le avrebbe perfino mostrato le foto scattate durante i rilievi alla sorella, vittima di un incidente stradale.
L’ultima parola spetterà al gip Rigato che, sentite le parti, si è riservato.



