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“Sull’Unione un’inutile polemica…”

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Viterbo - Riapertura dell'Unione - Zingaretti e Michelini

Viterbo – Riapertura dell’Unione – Zingaretti e Michelini

Viterbo - Teatro Unione

Viterbo – Teatro Unione

Viterbo - Teatro Unione

Viterbo – Teatro Unione

Viterbo - L'interno del teatro dell'Unione

Viterbo – L’interno del teatro dell’Unione

Viterbo – “Hanno fatto la scoperta dell’acqua calda…”. Al sindaco Leonardo Michelini sfugge, poi si affretta a correggersi. “Vabbè non lo diciamo. Teniamoci bassi”. Troppo tardi, ormai siamo in scena. E che lo spettacolo continui. Ancora l’Unione sotto i riflettori e al primo cittadino, dopo la visita d’opposizione ed esperti al teatro comunale, la frase sfugge. L’accusa al comune è di essersi dimenticati di comprare tutte le attrezzature del palcoscenico, fondamentali per gli spettacoli. Così è solo una scatola vuota, hanno fatto sapere. Una dimenticanza non da poco.

Sindaco Michelini, avete inaugurato due volte l’Unione ma vi siete scordati tutte le attrezzature del palcoscenico, necessarie per gli spettacoli. Com’è possibile?
“Macché – incalza Michelini – il comune, dalla gara ha ottenuto un ribasso di seicentomila euro. Quei soldi serviranno a restaurare il ridotto e ad acquistare le attrezzature che ancora mancano”.

Ci vorranno un po’ di soldi ancora. Si parla di settantamila euro.
“Io spero meno, ma comunque, quanto serve sarà speso. Lo sapevamo benissimo quello che ancora non c’era. Non a caso, alla presentazione del libro, il sipario era calato e per il concerto della Marina si è provveduto diversamente”.

Quindi non vi eravate scordati, o adesso state correndo ai ripari?
“Macché scordati. L’obiettivo era rendere fruibile e agibile il teatro. Il terzo lotto, da due milioni e trecentomila euro, di cui un milione messo dal comune, è stato assorbito interamente da interventi per l’adeguamento antisismico, antincendio e completamento impianti, oltre al rifacimento del graticcio. Ripeto. Con i soldi del ribasso faremo il resto. A fronte di un intervento complessivo per milioni di euro, si fa una polemica sull’acquisto di attrezzature. Il cui importo è di qualche decina di migliaia di euro. Francamente è una polemica che non capisco. E non si parla, invece, d’altro”.

Di cosa?
“Che il teatro è aperto e si possono realizzare eventi. Mi dispiace che si sia creato questo clima dopo la riapertura. Parlo anche dei costi per il concerto della Marina. Mi ha stupito questa presa di posizione in modo prevenuto. Anche un pochino cattiva. Bisogna dire che c’è sempre qualcosa che non va. Ho letto pure di un pezzetto di parquet saltato. Sull’Unione, ci sono diversi aspetti che io come amministratore non ho curato. Ma non sono avvezzo a buttare la croce a chi c’è stato prima di me. Le poltrone, faccio per dire, e il dibattito attorno al colore o a quello del sipario, che non piace. Mi pare un modo infantile di proporre le cose”.

Il colore delle poltrone fa discutere, comunque.
“Di certo non l’ho scelto io. Erano già lì quando sono arrivato. Ritengo che la scelta sia stata fatta su indicazione di progettisti e professionisti che ci hanno lavorato. Nomi importanti”.

Solo polemica fine a se stessa?
“A me pare più un’antipatia più politica che altro. Concentriamoci sull’Unione che è di nuovo a disposizione per la città. Sul prossimo cartellone, di cui potranno beneficiare i viterbesi”.

A patto che arrivino le attrezzature mancanti. I tempi ci sono?
“Vanno acquistate, non servono chissà quali procedure. Tutto quello che serve ci sarà ed era già tutto previsto. Una cosa, però, non è stata secondo me sottolineata a dovere. Avevamo fretta. I soldi per sistemare il teatro andavano utilizzati entro una certa data. Ci siamo riusciti e siamo stati anche bravi. Ora il teatro c’è e avrà spettacoli e produzioni locali da proporre”.

Il cartellone, altra nota dolente. L’affidamento ad Atcl è stato duramente criticato. Si poteva fare meglio?
“Non è che adesso arriva un soggetto esterno e propone quello che vuole. Gli spettacoli che ritiene. Decideremo insieme. Con Atcl c’è un rapporto di collaborazione, non di sudditanza. È un ente partecipato anche dal comune di Viterbo. E nello stato attuale era la soluzione migliore. Essendo un ente pubblico, non necessita di bando”.

Ricapitolando, 600mila euro per i lavori al ridotto e l’acquisto delle attrezzature. Il bar al momento resta fuori?
“Non sarà sistemato con i soldi dell’avanzo. Se ci sono interventi strutturali, deve provvedere il comune. Per il resto, i lavori saranno a cura di chi lo prenderà in gestione. Ma al momento, come detto, riapriamo l’Unione. Ci sarà una stagione teatrale e i viterbesi potranno riappropriarsi di un bene così importante. Questo è il messaggio che dovrebbe passare. Invogliare, dopo tanti anni, i cittadini a tornare. A fare, quando ci sarà un cartellone, gli abbonamenti. Perché un teatro aperto, poi ha bisogno della partecipazione e di essere vissuto”.

Giuseppe Ferlicca


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