|
|
Viterbo – “Siccome mi avevano legato i polsi troppo stretti, hanno tagliato le fascette di plastica e me le hanno rimesse più lente”.
E’ il processo ai tre rapinatori “gentiluomini” che il 19 ottobre e il 19 novembre 2015 avrebbero fatto irruzione all’Unicredit di Faleria e alla Banca di Capranica credito cooperativo di Oriolo Romano, sequestrando clienti e personale, salvo distribuire banconote da 50 euro prima della fuga per ripagarli della paura presa.
Tuttora agli arresti domiciliari, sono stati catturati nell’operazione The mask, cosiddetta perché durante i colpi hanno agito mascherati.Le due rapine commesse nel giro di appena un mese avevano fruttato alla banda un bottino complessivo di oltre 30mila euro.
Uno dei rapinatori era vestito con una tuta bianca di plastica, tipo imbianchino, con un cappello invernale in testa e un paio di occhiali da vista. “Era esile, alto circa un metro e settanta, e sotto gli occhiali si vedevano gli occhi chiari”, ha detto ieri al processo uno dei testimoni che hanno contribuito a identificarli.
Un altro bandito aveva una parrucca a caschetto di colore nero e pure lui indossava un paio di occhiali. “Si vedeva che era più grande di età dell’altro complice, sui 55 anni. E spiccavano gli occhi non grandi, piccoli, o meglio infossati”, è stato detto al collegio, che chiedeva quali dettagli abbiano contribuito all’identificazione.
Ma soprattutto i testimoni, un consulente informatico e un’infermiera, presenti alla rapina all’Unicredit di Faleria, nonostante siano stati sequestrati e tenuti legati per almeno mezzora, hanno sottolineato la “signorilità” dei due banditi con cui sono venuti in contatto. Loro stavano nell’ufficio del direttore, il terzo rapinatore, invece, si trovava nel salone.
“Gentili, pacati, rassicuranti, dicevano ‘state tranquilli, che non vi succederà nulla’ – ha sottolineato l’informatico – io sono entrato in banca a rapina in corso. mi hanno dirottato verso l’ufficio del direttore, dicendomi di non preoccuparmi. Poi, quando si sono accorti che le fascette di plastica con cui mi avevano legato mi facevano male ai polsi, perché erano troppo strette, le hanno tagliate con le forbici e me le hanno rimesse più lente”.
Il processo riprenderà il 12 settembre e dovrebbe chiudersi a ottobre.




