Viterbo – C’è ancora crisi. E uscirne non è semplice.
L’Italia cerca difficilmente di lasciarsi alle spalle un periodo di difficoltà iniziato nel 2007 e a dieci anni di distanza la situazione è in miglioramento. Ma non ovunque.
E a Viterbo va peggio rispetto che altrove. Il Sole 24 Ore, analizzando dieci indicatori, ha stabilito quali sono le realtà dove la crisi è stata assorbita con più rapidità e dove, invece, le difficoltà sono state maggiori.
La Tuscia naviga nelle posizioni basse. È 85esima su 103. Con un punteggio pari a 36,3. Dove il massimo, ovvero 100, vuol dire maggiore capacità di reazione. Che però in Italia nessuna provincia raggiunge. Bergamo è prima con 74,3.
Nel Lazio, solo Frosinone fa meglio di Viterbo. Si piazza 83esima. Tutti gli altri seguono. Roma 89esima, Latina 94esima e Rieti addirittura penultima, 102esima. Chiude Aosta. La peggiore fra le province.
Tra i dieci indicatori, la Tuscia non si piazza mai tra le performance migliori, ma nemmeno tra le peggiori. Tranne una sola eccezione. Quella dove è prodotta la maggiore quantità pro capite di rifiuti. La Tuscia sta nella parte bassa della particolare graduatoria. Quarta.
