Viterbo – (g.f.) – Il teatro Unione è completato. Anzi no. A fine spettacolo, in consiglio comunale arriva la replica del sindaco Leonardo Michelini.
Per rispondere al dubbio di Alfonso Antoniozzi. Il palco è dotato in ogni sua parte delle attrezzature necessarie? La risposta è “ni”. Lo è e se non lo è, lo sarà.
Tornando alla trama principale: “L’Unione è terminato – precisa Michelini – mancano alcune parti, ma quella che riguarda le rappresentazioni è terminata. Siamo a norma per i vigili del fuoco, gli impianti, il condizionamento.
Con il ribasso d’asta interverremo per il ridotto e mi auguro che possa partire l’appalto per la gestione del bar. Anche se lì ci sono interventi importanti da da realizzare”.
Quindi, può riaprire per le rappresentazioni, ma per caffè e bevande, no. E nemmeno la parte superiore, il ridotto.
“Fin da oggi – rassicura Michelini – abbiamo un bellissimo teatro. Fruibile per le rappresentazioni”. Cartellone a cura di Atcl. Il primo cittadino conferma. E se la prende con Gianmaria Cervo, che aveva criticato l’ente.
“Io non sono abituato – sottolinea Michelini – a parlar male della concorrenza. Quando si dice che non ha interesse a far sviluppare il teatro, è un punto di vista soggettivo. E non sono d’accordo nemmeno nel demonizzare prima che abbia messo in campo il suo progetto. Si giudica a posteriori e non prima”.
Sdrammatizza, o almeno ci prova, l’assessore Antonio Delli Iaconi. “Cervo ha usato parole come orrore, pietà. Io separerei le idee dalla drammatizzazione”. Delli Iaconi è costretto alle repliche. A ripetere concetti già espressi.
“Nessuno ha mai pensato che il comune deve gestire il teatro – osserva Delli Iaconi – serve un bando per individuare un gestore, che sia indipendente rispetto al comune”. Ma oggi, sempre secondo l’assessore, non è possibile.
“Perché il teatro non è finito. Può essere usato per le rappresentazioni, ma non può essere affidato in gestione a un soggetto che si assume un certo impegno economico. Perché mancano due aree di reddito importanti. Il bar e il ridotto, utilizzabile quest’ultimo dalla scuola musicale ma anche da soggetti esterni”.
Quindi per il cartellone all inclusive di Atcl: ribadisce che agli operatori locali il comune ha già chiesto consulenza, nella scelta degli spettacoli. Quindi, il bando per arrivare a una compagnia stabile si farà.
“Ma in questa fase – ribadisce Delli Iaconi – la scelta di Atcl ci consente d’ospitare rappresentazioni. Meglio tenere chiuso l’Unione o renderlo fruibile per quello che si può fare?”.
Finale sospeso. Con questa domanda si chiude il consiglio comunale aperto. A pochi ma buoni.
Ma la storia non è finita. Si riprende altrove. Prossima scena in esterna. In quarta commissione. Gianmaria Santucci (Fondazione) ha chiesto di convocarla. Per parlare del teatro. La trama comincia a essere un po’ ripetitiva.
Gli sceneggiatori pensino a qualche colpo di scena per ravvivare l’interesse. Gia piuttosto scarso.


