Viterbo – Teatro Unione, un altro flop.
Mentre l’amministrazione Michelini inaugura in pompa magna per ben due volte, c’è chi, senza fare fare troppo clamore, esce di scena. E non si tratta di un addio come un altro.
Avrebbe dovuto essere, se non la protagonista, uno dei principali attori della nuova vita per l’Unione. Melissa Mongiardo.
La consigliera comunale Pd ha la delega proprio al teatro comunale. O meglio, l’aveva. Perché ha protocollato già da due giorni la lettera con cui riconsegna quello che a tutti gli effetti, si è rivelato un pezzo di carta o poco più. Anzi, poco meno.
Aveva la delega, ma nessuno l’ha mai sentita. Nessuno si è preoccupato di ascoltarla, considerarla, consultarla o più semplicemente informarla. Altri hanno organizzato. Prendendosi i meriti (pochi) e le critiche (da più parti) per una doppia riapertura che come qualche esponente d’opposizione ha fatto notare, non ne valeva nemmeno una.
Non è un caso se Mongiardo, tanto alla presentazione del libro e al concerto della Marina, non si sia proprio vista.
“Per rimanere in tema di teatro – dice Mongiardo – non ho cercato le luci della ribalta per ridare la delega al sindaco. Ho protocollato la mia rinuncia giovedì e fino a oggi è stato un fatto privato. Spero che il teatro possa diventare il polo delle realtà culturali del territorio, la casa della cultura della città, il luogo dei cittadini e non il salotto buono per le occasioni importanti.
Che valorizzi la città e tutte le sue realtà, che sia punto di riferimento per le scuole e per tutti i pubblici, e sono moltissimi, che a Viterbo hanno davvero bisogno della cultura, che è un bene prezioso, il più prezioso di tutti”.
Con queste speranze, si volta pagina.
Resta un altro scivolone dell’amministrazione Michelini. La riapertura dell’Unione doveva essere il fiore all’occhiello. Fiore appassito.

