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Vuole tutto per sé il cortile condominiale, cinque vicini lo accusano di stalking

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Vetralla – Tutti contro uno. Quando si dice lite di cortile. Sono i cinque vicini di casa che si sono costituiti parte civile contro un uomo di Vetralla accusato di stalking e di interferenze illecite nella vita privata. Oggetto del contendere, letteralmente, l’utilizzo di un cortile condominiale. 

L’uomo, a processo davanti al giudice Rita Cialoni, assistito dall’avvocato Marina Bernini, avrebbe preteso con le cattive, secondo l’accusa, di essere nei fatti l’unico proprietario di un cortile comune a tutte le abitazioni. A farne le spese i vicini, difesi dall’avvocato Samuele De Santis. 

Ieri una delle presunte vittime, un carabiniere sposato e padre di tre figli ha raccontato in aula il calvario che avrebbe vissuto la sua famiglia tra dicembre 2012 e novembre 2013. “Siccome reclamava per sé l’uso della piazzetta, una volta mi ha circondato la macchina di tufi -ha spiegato – mia moglie soffriva di attacchi di panico, perché ogni volta che la incontrava le dava della puttana, ha pure avuto un malore ed è finita in ospedale”.

Se la sarebbe presa pure con i figli. “Metteva i vasi in modo che il passeggino non passasse, per cui dovevo chiuderlo e prendere il bambino in braccio. Mio figlio di 8 anni è stato insultato e minacciato, gli ha detto ‘brutto stronzo’ solo perché ha osato inciampare in una fioriera”.

Nel 2014 ha cambiato casa: “Il caso ha voluto che me lo sia ritrovato nuovamente come vicino. E ha ripreso a fare quello che faceva prima. La settimana scorsa ha incontrato mio figlio di 12 anni al grest della parrocchia e lo ha guardato per l’ennesima volta con lo sguardo torvo”.

L’idiosincrasia nei confronti dei vicini sarebbe stata totale. “Mia moglie non poteva uscire più di casa. Le diceva mignotta, stronza, puttana. Ci seguiva in banca, al supermercato, ovunque. Dovevamo venire a fare la spesa a Viterbo per evitarlo”. Una persecuzione: “Nella corte ha messo di tutto… anfore, vasi, gazebo, piante, tutto pur di cacciarci”. 

E’ solo l’inizio. Il processo riprenderà il 15 febbraio.


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