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“Agricoltura, danni per 280 milioni di euro”

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Giuseppe Chiarini

Giuseppe Chiarini

Viterbo – Siccità, gelate, incendi e danni da fauna selvatica. L’agricoltura della Tuscia, questo 2017, è attaccata da più fronti. 

E le associazioni di categoria tentano l’assalto alla Regione per cercare di salvare il salvabile. 

Nei giorni scorsi infatti il presidente dell’associazione di categoria della Tuscia Giuseppe Ferdinando Chiarini ha partecipato ad una riunione in regione, convocata dall’assessore Hausmann, per analizzare le criticità del settore agricolo.

“La Regione Lazio – spiega Chiarini – ha stimato in almeno 280 milioni di euro i danni in agricoltura nella nostra regione dovuti a siccità, incendi e gelate primaverili. Danni che significano già oggi raccolti ridotti o azzerati per ortaggi, cereali, frutta ma, con seri rischi per le produzioni di vigneti, noccioleti ed uliveti, con un’emergenza per gli allevamenti a corto di acqua e foraggio. L’entità dei danni  – continua il presidente della Confagricoltura – è tale da aver richiesto al Mipaf il riconoscimento di Regione colpita da stato di calamità naturale, azione che, tra l’altro, consentirà di sospendere i mutui e oneri previdenziali e di anticipare al mese di settembre i primi pagamenti della Pac 2017, al fine di garantire liquidità alle aziende agricole”.

Con la Regione sono stati concordati interventi urgenti su più fronti: “dalla richiesta immediata di attivazione del fondo nazionale di solidarietà – spiega ancora – con dotazioni adeguate ai danni, a misure specifiche del psr per realizzare già nella prossima stagione piccoli invasi di accumulo delle acque piovane, inoltre dall’assessore è arrivato l’impegno di erogare i pagamenti delle misure a superficie del psr entro il prossimo settembre”.

Si è discusso anche dei danni da fauna selvatica. “Danni acuiti in questi ultimi tempi dalla siccità, che spinge gli ungulati, oltre che a devastare le coltivazioni agricole, a cercare cibo sempre più vicino alle città – conclude Chiarini -, con gravi rischi per l’incolumità pubblica”.


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