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Cavatelli, torta e solidarietà, le cene in piazza decollano

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Andrea Baffo e Massimo Mecarini

Andrea Baffo e Massimo Mecarini

Santa Rosa - Cene in piazza - La torta e gli artigiani Cna

Santa Rosa – Cene in piazza – La torta e gli artigiani Cna

Santa Rosa - Cene in piazza - Massimo Mecarini - I cavatelli

Santa Rosa – Cene in piazza – Massimo Mecarini – I cavatelli

Santa Rosa - Cene in piazza

Santa Rosa – Cene in piazza

Santa Rosa - Cene in piazza

Santa Rosa – Cene in piazza

Massimo Mecarini e Alessandro Mazzoli

Massimo Mecarini e Alessandro Mazzoli

Massimo Mecarini e Lorenzo Suraci

Massimo Mecarini e Lorenzo Suraci

Viterbo – (g.f.) – La ciliegina sulla torta. Quella che mancava alle cene in piazza dei facchini, ce l’ha messa la Cna.

Una torta, appunto. Gigantesca. Non che i dolci non fossero presenti nel menù, ma quello preparato da pasticceri e panificatori dell’associazione ha lasciato tutti a bocca aperta.

Settecento chili di dolcezza, decorata ad arte e in cima, santa Rosa. Uno spettacolo per la vista, in cima alla gradinata del palazzo dei Papi e per il palato, nella terza serata organizzata dal sodalizio dei facchini di santa Rosa, in piazza san Lorenzo.

Fotogallery: Cene in piazza, arrivano torta e cavatelli

Serata caratterizzata dal refrain del presidente Massimo Mecarini “costretto” a intervenire a ritmi regolari al microfono. Comunicazione di servizio. Non c’è da spostare una macchina, semmai i commensali.

“Vi prego – ha ripetuto a più riprese Mecarini – chi ha finito di mangiare, lasci libero il tavolo per gli altri”.

Perché l’afflusso di persone è stato di quelli importanti. E i posti a sedere hanno iniziato a scarseggiare. Piena anche la gradinata di fronte al duomo.

Già da dopo le 20, la fila per ordinare partiva da piazza della Morte ed è andata avanti così fino a tardi. Una lunga fila di solidarietà. perché tutto il ricavato delle cene andrà in beneficienza. Così come i centesimi e gli euro raccolti nella brocca di Centesimiamo.

A cena, i cavatelli preparati dalla pro loco di Vitorchiano sono andati a ruba, così come lo spezzatino di cinghiale. Richiestissimo. È finito in poco tempo.

Sul palco, Andrea Baffo, presidente della Fondazione Caffeina, ha vestito i panni del (quasi) bravo presentatore.

Fresco di matrimonio, aveva fatto tutto in gran segreto. Non facendo i conti con Massimo Mecarini. Che lo ha voluto festeggiare. Insieme ai “pochi” intimi presenti. Le centinaia di persone in piazza. Saluti per il gruppo sbandieratori e applausi per Pietro Benedetti.

Tra i tavoli, il questore di Viterbo, Lorenzo Suraci. Invitato sul palco. Ormai un affezionato dell’iniziativa, ha confessato che il 3 settembre, i festeggiamenti di santa Rosa non rappresentano solo un momento di lavoro: “Ma è qualcos’altro – ha detto Suraci – che sento molto e a cui mi sto legando”.

In questo periodo siamo tutti d’un sentimento. Pure i politici. E allora, se ieri sera c’era molto centrosinistra, stasera stasera tavolata di consiglieri comunali dell’altro fronte, da Santucci a Grancini, passando per Arena, Taborri, il sempre verde Paolo Barbieri e l’ex Giuseppe Talucci Peruzzi.

Separati dall’ex assessore Giacomo Barelli, in posizione più defilata.

A poca distanza, il vescovo Lino Fumagalli e nel tavolo accanto, insieme al deputato Pd Alessandro Mazzoli, tra gli altri, il capo del commissariato di Tarquinia Fabio Zampaglione e il comandante dei vigili del Fuoco Giuseppe Paduano.

Questo venerdì il gran finale. La pro loco di Capodimone porta in tavola filetto di coregone marinato, orecchiette al coregone e coregone alla griglia.

Impossibile mancare.


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