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“Docenti con diploma magistrale ante 2001 devono essere inseriti in Gae”

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Silvia Somigli e Massimo Pistilli

Silvia Somigli e Massimo Pistilli

Viterbo – (p.p) – “I docenti con diploma magistrale ante 2001 devono essere inseriti in Gae”. Lo rende noto Silvia Somigli, segretario generale della Uil Scuola di Viterbo. Un importante provvedimento arrivato dopo la sentenza del consiglio di Stato che riforma il pronunciamento del Tar.

“Se nei mesi scorsi – continua Somigli – i contraddittori orientamenti del Tar sembravano aver rimesso in discussione l’accesso nelle graduatorie a esaurimento ai docenti in possesso di diploma magistrale conseguito ante l’anno scolastico 2001/2002 che avevano impugnato il decreto ministeriale 495/2016, il Consiglio di Stato, con recente ordinanza, ha riaperto loro le porte”.

“Il D.M. 235/2014 – si legge nella sentenza del Coniglio di Stato che dispone l’immissione delle docenti appellanti, seppur con riserva, in Gae -, atto di natura regolamentare, è stato annullato con efficacia erga omnes dalla sentenza della Sezione 16 Aprile 2015 n.197 nella parte in cui non consente l’ingresso nelle gae dei diplomati magistrali; non è quindi possibile ravvisare una tardiva impugnazione di un atto già annullato, che non più esiste”.

Somigli aggiunge: “Nel caso di specie le docenti appellanti, patrocinate dall’avvocato Massimo Pistilli che assiste in esclusiva a Viterbo gli iscritti della Uil Scuola di Viterbo, avevano ricorso al Consiglio di Stato impugnando la mancata ottemperanza al decreto cautelare emesso dalla sezione III Bis del Tar Lazio il quale ordinava, già nell’ottobre 2016, l’immissione delle stesse nelle graduatorie; gli uffici periferici del Miur non avevano comunque inteso stipulare i contratti con questi docenti, disattendendo, in sostanza, l’ordine del giudice. La medesima sezione del Tar Lazio, cambiando sorprendentemente orientamento, lo ha vanificato respingendo l’ottemperanza e denegando, di fatto, l’accesso delle docenti alle Gae”.

Pistilli e Somigli non sono rimasti con le mani in mano, facendo immediato appello al Consiglio di Stato, poi accolto.

“Le docenti – commenta Somigli – hanno diritto a essere inserite in Gae, almeno temporaneamente, in attesa che i giudici amministrativi si pronuncino nel merito; peraltro la conferma dell’orientamento ormai consolidato del Consiglio di Stato lascia ben sperare sull’accoglimento delle tesi dei lavoratori precari.

Un risultato tutt’altro che scontato, ottenuto ancora una volta dal ventennale sodalizio Uil Scuola e studio legale Pistilli, Reho e associati, con cui abbiamo seguito la vicenda sin dalle battute iniziali”.

Continua il segretario Somigli: “Il Miur dovrà necessariamente inserire nelle Gae i docenti destinatari di provvedimento favorevole, destinando loro gli incarichi dovuti secondo le graduatorie, a tempo indeterminato o determinato che sia. Allo stesso modo, dovranno trovare pienamente soddisfazione del loro diritto, pur al momento con riserva, tutti coloro che hanno già ottenuto nel 2016 il provvedimento cautelare favorevole del Tar”.

Evidente la soddisfazione di Somigli: “Non ci siamo mai fermati – precisa il segretario della Uil – e anzi abbiamo sostenuto i nostri iscritti, anche quando la situazione sembra sfavorevole esponendoci personalmente. E non soltanto per l’inserimento nelle Gae, fondamentali per consentire ai precari una possibilità di immissione in ruolo.

Quando, per altro contenzioso, la Suprema corte ha rigettato le domande di risarcimento nei confronti dei precari soltanto perché successivamente sono stati immessi in ruolo, abbiamo continuato a tutelare i nostri iscritti ”.

“Del resto – aggiunge l’avvocato Pistilli – la battaglia contro il precariato nella scuola è cosa nota e risalente, essendo iniziata proprio a Viterbo con noi. Senza alcun aggravio per i nostri assistiti, iscritti alla Uil scuola di Viterbo, in questi giorni abbiamo continuato le azioni di impugnazione nei casi in cui era stato negato il risarcimento dei danni.

E ora leggiamo con soddisfazione che la questione sul risarcimento dei danni da precariato anche per gli immessi in ruolo è tornata in Corte di giustizia, esattamente come avevamo previsto”.


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