Viterbo – Sotto il sole, a quaranta gradi, con code di 50 camion e almeno quattro ore di attesa. Per portare i rifiuti nell’impianto di Ecologia Viterbo, in strada Lemme, località le Fornaci, lungo la Tuscanese. Una vera e propria odissea quella vissuta dai camionisti che nei giorni scorsi hanno portato la monnezza dalle province di Viterbo e Rieti. Il tutto perché mancava un’autorizzazione regionale per l’impianto di selezione, spiegano i camionisti. Autorizzazione arrivata tuttavia nei tempi previsti come hanno confermato i responsabili dell’impianto.
Video: La testimonianza di un camionista
Il vero problema è stato infatti l’incendio che lo scorso giugno ha colpito l’impianto di Casale Bussi generando un sovraccarico in quello della Tuscanese. Oggi la situazione è tornata alla normalità.
“Ma nei giorni scorsi – dice Stefano Spadoni, un camionista che da Vetralla porta i rifiuti in strada Lemme – è stato allucinante. Caldo tremendo e file assurde. Ore e ore di attesa. Tre, quattro, cinque ore. Con file di 50 camion”.
Per darsi una rinfrescata, solo un piccolo container con dentro alcune docce e due distributori. Uno per il caffè e l’altro per le bevande. Meglio di niente, ma meglio.
La tensione dei giorni scorsi è ancora forte. Nessuno vuole parlare, non di fronte a una telecamera. Non con il taccuino in mano. Senza nemmeno dare il proprio nome. “Per favore non riprendere”, dice uno dei lavoratori uscito dal suo camion per mettersi seduto all’ombra. Si accende una sigaretta. Gronda sudore da tutte le parti, “perché nel camion con cui lavoriamo l’aria condizionata non c’è”. Ha voglia di parlare, ma chiede l’anonimato. Assieme a lui, altri camionisti che gli si fanno attorno. Per confermare quanto sta dicendo. Quasi in nome di una solidarietà antica. “Una situazione pesante. Non si può lavorare in queste condizioni. Già quando tutto è normale, c’è da fare almeno un’ora d’attesa. E si schiatta di caldo. Figuriamoci cosa significano quattro, cinque ore sotto il sole”.
In mezzo alla campagna, e tutt’attorno il nulla. Sotto il sole che d’estate, tra campi e colline, spacca le pietre e brucia l’asfalto. Ma soprattutto fa venire meno la pazienza dei camionisti. Lavoratori che si alzano in piena notte per conferire in discarica quello che tutti noi buttiamo. Tutti i giorni, aspettando le ferie. Anch’esse d’estate. Un’estate che per questi lavoratori, che a trent’anni ne dimostrano qualcuno di più, non sta trascorrendo sotto l’ombrellone e in riva al mare. Ma a pochi passi da accumuli di rifiuti. Poche centinaia di metri che nei giorni scorsi sono costati ore di vita e altrettante inutili ore di fatica.
Daniele Camilli





