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Viterbo – (sil.co.) – Fuochi d’artista per Santa Rosa. I fuochi d’artificio si faranno anche quest’anno ed è il maestro Roberto Joppolo il presidente della commissione che dovrà scegliere lo spettacolo pirotecnico della sera del 3 settembre, dopo il trasporto della Macchina di Santa Rosa. A occhio, dovrebbe essere segno che quest’anno il Comune punta in alto anche per il tradizionale spettacolo che, illuminando ancora di luci la città, accompagna viterbesi e turisti a casa, riportandoli con i piedi per terra, ma con il naso sempre all’insù, dopo la suggestione della Macchina.
Il maestro, oggi 78enne, è stato scelto in qualità di “componente esperto”, come specifica la determina “senza impegno di spesa” firmata dal dirigente del terzo settore Luigi Celestini. Gli altri tre componenti della commissione per l’esame delle offerte per l’affidamento del servizio di progettazione ed esecuzione dello spettacolo pirotecnico sono il dirigente del quarto settore Giancarlo Maria Manetti, il caposervizio cultura e pubblica istruzione Elena Capodaglio e l’istruttore amministrativo del terzo settore Nerina Orazi, quest’ultima nelle vesti di segretario verbalizzante.
Lo scultore Joppolo è stato l’ideatore di “Armonia Celeste”, assieme all’architetto civitavecchiese Alfiero Antonini, sfilata per la prima volta il 3 settembre 1986 e l’ultima nel 1990.
Un trasporto da brividi. Durante il percorso, all’altezza della chiesa del Suffragio, la Macchina oscillò dopo aver urtato la grondaia di un tetto. Negli ultimi metri, proprio davanti al santuario, al termine della salita di Santa Rosa, Armonia Celeste ha fatto veramente paura, entrando nella storia. Alla partenza dell’ultimo tratto, in piazza del Teatro, in base agli accordi di quell’anno, fu il costruttore Socrate Sensi a dare la “mossa” e guidare la Macchina sulla salita.
“Nell’effettuare l’ultima curva prima della posata finale – scrive lo storico Giorgio Falcioni – la costruzione si inclina pericolosamente sulla destra; sembra che possa addirittura cadere e tra la folla che assiste (forse troppo numerosa) si verificano scene di panico”. Subito dopo si piega sulla sinistra e a quel punto tutti si rendono conto che la situazione si è fatta seria. Sono in tanti ad andare sotto alla mole per aiutare in qualche modo, lo stesso sindaco Francesco Pio Marcoccia.
Raccontano le cronache dell’epoca di 10-12 minuti, un’eternità, durante i quali si rischia la tragedia. Fu il capofacchino Nello Celestini – al quarantesimo trasporto – a conservare la lucidità per tenere in pugno la situazione, chiamare tutti i facchini a un ulteriore sforzo, far rientrare ai loro posti le spallette e comandare una nuova partenza. “Si trovano anche le energie – continua Falcioni nel suo racconto – per completare la rotazione necessaria per portare il il lato anteriore di fronte alla chiesa”.
Joppolo, nato 78 anni fa a Siena, vive nella Tuscia dall’immediato dopoguerra, quando si è trasferito prima a Bassano in Teverina e poi a Viterbo. Nel 1974 viene incaricato di realizzare la Via Crucis per il santuario di Santa Rosa: 12 grandi pannelli a sbalzo su rame finemente cesellati. Sono invece del 1976 le porte per il tempietto marmoreo di Andrea Bregno nella basilica viterbese di Santa Maria della Quercia.
Oltre ad “Armonia celeste”, portano la firma di Joppolo anche la “Virgo prudentissima” inaugurata da Giovanni Paolo II al casello autostradale di Orte, “L’albero dell’umanità” e la “Porta della pace” della chiesa di Santa Caterina, a Betlemme, nonché il portale in bronzo del duomo di Viterbo, la “Porta della luce”. Un nuovo portale artistico per la cattedrale di San Lorenzo, inaugurato il 13 dicembre 2005, al posto di quello devastato dai bombardamenti del 27 maggio1944, sostituendo quello realizzato negli anni ’50 da alcuni falegnami viterbesi i quali, durante il difficile periodo della ricostruzione, diedero così il loro contributo al recupero della piazza che ospita il palazzo papale.


