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Giovane massacrato, ok al giudizio immediato

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Davide Randisi, Raffaele Laureti, Andrea Rossi e Federico Alfonsini

Davide Randisi, Raffaele Laureti, Andrea Rossi e Federico Alfonsini

Viterbo - Branco massacra giovane nel centro storico

Viterbo – Branco massacra giovane nel centro storico

Viterbo - Branco massacra giovane nel centro storico

Viterbo – Branco massacra giovane nel centro storico

Viterbo - Branco massacra giovane nel centro storico

Viterbo – Branco massacra giovane nel centro storico

Viterbo – Giovane massacrato in via Valle Piatta, ok al giudizio immediato. 
L’inchiesta sul pestaggio di Carnevale potrebbe approdare in tribunale a fine novembre. A fissare la data e ad accogliere la richiesta della procura, pm Fabrizio Tucci, è stato il gip Savina Poli, in virtù dell’evidenza delle prove raccolte dall’accusa.

Per Davide Randisi, Raffaele Laureti, Andrea Rossi e Federico Alfonsini sarà processo lampo, ovvero senza udienza preliminare. Ma i quattro arrestati, ai domiciliari dal 15 giugno, hanno due settimane di tempo per decidere se procedere con il rito ordinario, e aspettare l’udienza di novembre, o chiedere il giudizio abbreviato o il patteggiamento. Riti alternativi che gli consentiranno di essere processati a porte chiuse e, in caso di condanna, di usufruire dello sconto di un terzo della pena.

Intanto, ai quattro arrestati, il tribunale del Riesame ha detto no alla revoca dei domiciliari. Così come il gip Poli ha rigettato la richiesta di incidente probatorio sulla vittima, uno studente di venticinque anni, per accertare se le lesioni riportate siano effettivamente superiori ai quaranta giorni.

Il 19enne Laureti, i 20enni Randisi e Rossi e il 26enne Alfonsini sono stati arrestati dopo il pestaggio del 25 febbraio, sabato di Carnevale, in via Valle Piatta, nel centro storico di Viterbo.

Il massacro alle 2,41. E’ l’epilogo, feroce e violento, di una rissa che sarebbe esplosa all’esterno di un locale di via del Ganfione dove nove giovanissimi avrebbero tentato di entrare. Si stavano festeggiando tre lauree. Party privati, a cui al gruppo sarebbe stato negato l’accesso.
Nella rissa, una ragazza, che sarebbe arrivata con i presunti aggressori, avrebbe sferrato un cazzotto contro una delle festeggiate. Non ha partecipato al pestaggio, ma quel pugno le è costato una denuncia, dopo essere stata querelata dalla sua vittima.

Poi il massacro, uno contro nove, dello studente, in via Valle Piatta. Viene atterrato con ginocchiate, cinghiate, calci e cazzotti a testa, addome, schiena e gambe. Esanime e in un lago di sangue, viene colpito alla schiena anche con il tergicristallo di un’auto, brandito come una spranga. Un pestaggio durato sessanta, interminabili, secondi.


Il video del pestaggio



Per la vittima trenta giorni di prognosi, poi saliti a cinquanta. Le sue ferite non riuscivano a guarire. Naso rotto, trauma cranico e centinaia di lividi su tutto il corpo, soprattutto sul volto.

Dei nove presunti aggressori gli agenti della Digos, che hanno condotto le indagini coordinate dal pm Tucci, sono riusciti a individuare sei, grazie alle telecamere di sorveglianza di un’abitazione privata. Due sono indagati a piede libero, e quattro ai domiciliari.


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

 


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