Viterbo – (g.f.) – Ricetta per una piacevole serata.
Prendere un’abbondante dose di simpatia di simpatia, mescolarla a buon cibo in quantità, quindi versare ottimo vino quanto basta.
Versare intrattenimento genuino e vivace, condire con parecchia allegria e aggiungere tanta voglia di divertirsi.
Non c’è bisogno di cuocere. Le cene in piazza sono servite.
Una ricetta tradizionale. Quella del Sodalizio facchini di santa Rosa è praticamente la stessa da quattordici anni. A piazza san Lorenzo è arrivata in tavola anche quest’anno.
Un po’ rinnovata.
Il primo dei quattro appuntamenti è scivolato via in modo tranquillo e familiare. Con i primi piatti serviti dalla pro loco di Monte Romano. Trippa al sugo e coda alla vaccinara. Scelta ardua.
Ma si poteva optare, come le sere a venire, anche per braciola di maiale, salsicce, pancetta di maiale alla brace, bruschetta, formaggio sardo, fagioli a insalata.
Sul palcoscenico, a fare gli onori di casa, prima della musica, il presidente Massimo Mecarini. Con lui anche Luigi Ottavio Mechelli, Marco Ciorba, Rodolfo Valentino, Paolo Moricoli. Per presentare l’iniziativa Centesimiamo.
La brocca della solidarietà rimarrà in piazza fino a venerdì. In attesa del generoso contributo dei viterbesi. Tutto il ricavato andrà in beneficenza, alle case famiglia.
Come per beneficenza sono le cene. Per questo mercoledì si cambia. Altra pro loco, altro menù. Castiglione in Teverina propone fagioli con le cotiche e bocconcini di manzo al tartufo.
E ancora le trofie all’amatriciana, come per l’esordio.
Poi, il 24 Vitorchiano con il cavatello e lo spezzatino di cinghiale. E la torta da 700 chili realizzata da pasticceri e panificatori Cna.
Quindi toccherà al pesce. Il 25, l’associazione Grossi di Capodimonte, porta in tavola filetto di coregone marinato, orecchiette al coregone e coregone alla griglia.
Non c’è che l’imbarazzo della scelta e nel dubbio, si può decidere d’assaggiare tutti i menù.











