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“Le signore di Pianoscarano sono benvolute dai facchini”

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Sandro Rossi

Sandro Rossi

Massimo Mecarini e Sandro Rossi

Massimo Mecarini e Sandro Rossi

Sandro Rossi

Sandro Rossi

Sandro Rossi

Sandro Rossi

Viterbo – “Le signore di Pianoscarano sono amate e benvolute da tutti i facchini”. Al piatto amaro servito dal club Amici di Pianoscarano, che dopo tanti anni non cucinerà più per le cene in piazza del Sodalizio, arriva la replica del capo facchino Sandro Rossi. Dura e netta.

Servita senza troppi fronzoli all’ex chiesa della Pace, presentando l’edizione 2017.

Il Sodalizio non ce l’ha con le signore. “Hanno lavorato con noi – spiega Rossi – tutti gli anni dalla mattina alle 7 fino a sera tarda. E dopo che avevano finito di cucinare, venivano pure in piazza a servire. Le facevamo sedere e le servivamo noi.

Tutti i facchini vogliono bene alle signore di Pianoscarano”. Nega, Rossi che dai facchini possano essere uscite parole che non fossero d’apprezzamento nei loro confronti.

“Che dalla bocca di qualche facchino possano essere uscite parole contro di loro – osserva Rossi – è una falsità brutta, buttata addosso, che infanga il Sodalizio, la città e lo stesso circolo”.

Il problema non sono le signore. Ci tiene a precisarlo, anche se la lettera dello strappo porta la loro firma. Sottinteso per il capo facchino, che a scriverla siano stati altri.

Rossi parla a suocera perché nuora intenda. Niente nomi. “Noi, purtroppo – prosegue il capo facchino – non abbiamo mai avuto rapporti con le signore. Parlavamo con un faccendiere, nemmeno col presidente

Sempre tramite questa persona, accompagnata da un altro compare, membro del sodalizio e del circolo di Pianoscarano”. Già lo scorso anno c’era stato qualche problema “in cucina”.

“Li abbiamo dovuti pregare – spiega Rossi – avevano prospettato di non farle. Siamo riusciti con la mediazione di Aspromonte, del presidente e del vice, a fargli cambiare idea. Stavolta è andata diversamente”.

Al momento d’organizzare le serate: “Hanno dettato condizioni inaccettabili – spiega Rossi – dall’organizzazione avremmo dovuto essere esclusi io e il presidente del Sodalizio e uno dei due voleva garanzie di restare nella formazione. Al suo posto.

Il Sodalizio non ha mai fatto compromessi con nessuno. Ci siamo rifiutati di accettare. Le cene le facciamo noi e la formazione la facciamo noi. Di tutto questo, le signore penso che nemmeno ne siano a conoscenza”.

Rotta ogni trattativa con il comitato di Pianoscarano, dall’8 agosto è cominciata la corsa a cercare i sostituti in cucina. “Siamo andati fuori Viterbo e abbiamo scoperto una provincia spettacolare, con tradizioni uniche. E siamo riusciti a mantenere le cene, che hanno un solo fine: la beneficenza”.

Si va avanti, con un solo rammarico. L’assenza delle signore di Pianoscarano. “Che sono finite in mezzo – sostiene Rossi – e posso anche capire la loro delusione e sfiducia. Ma noi facciamo loro un invito. Venite alle cene. Siete le benvenute, rappresentate un patrimonio per la città e per il sodalizio. Siete benvolute da tutti i facchini.

Ma non vogliamo avere più nulla a che fare con il faccendiere e il suo compare, che sarebbe bene si dimettesse dal Sodalizio”.

Il capo facchino prova anche a capire come mai si sia consumata una polemica così aspra. “Io e Massimo Mecarini evidentemente diamo fastidio a qualcuno. Sennò dall’oggi al domani non ci sarebbe stato il problema. Non avendo avuto avvisaglie. Poi all’improvviso capitano queste cose”.

Pure a domanda, Sandro Rossi non risponde. Chi siano i due contro i quali punta il dito, non lo dice. “Al contrario d’altri – frena Rossi – noi non facciamo nomi”.

Conferma e sottoscrive parola per parola il lungo sfogo del capo facchino, il presidente Massimo Mecarini: “Le condizioni poste da queste due persone erano inaccettabili. Ma per le signore, per loro, la porta è sempre aperta”.

Giuseppe Ferlicca


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