Viterbo – Magliette personalizzate in stile “atomico”… Cosa trasforma un’anonima t-shirt in un’opera unica? L’idea. Ed è proprio quella lampadina che si è accesa all’improvviso a Claudia Nunzi, ragazza quasi 28enne di Viterbo, e che, da un giorno all’altro, l’ha indirizzata sulla sua strada.
Non riusciva a trovare un lavoro. E che ha fatto? Claudia ha deciso di aprire la sua azienda, lanciando il brand Atomo 23. Una linea di abbigliamento e magliette personalizzate col “gioco nel girocollo” davvero originali. La incontro nel laboratorio che ha allestito dentro casa sua. Indossa una maglietta Atomo in tema “sushi”, pantaloncini blu e sneakers. Truccata appena, ride prima con gli occhi che con la bocca. Non ama stare al centro dell’attenzione ma è sicura quando parla del suo lavoro. Ha cuore e lo mette in quello che fa.
Al muro ci sono i fogli con i disegni delle magliette. “Le persone – racconta Claudia – mi danno un tema, aspetto l’ispirazione e poi lo sviluppo con tempere e pennelli. Li consumo, ma da lì poi nasce tutto”.
Sono capi unici che raccontano le persone. Abiti colorati, freschi, che si adattano ai tacchi ma anche alle scarpe da ginnastica. Oggi Claudia fa quello che voleva fare nella vita e tira dritto per la sua strada.
Ma come ti sei ritrovata a disegnare abiti e magliette?
“Ho fatto un master in marketing digitale – dice Claudia -. A Viterbo, però, non riuscivo a trovare il lavoro giusto, quello che mi completava e allora ho deciso di prendere la palla al balzo creando Atomo 23”.
Perché questo nome?
“Atomo perché è la parte più piccola della materia e Atomo 23 vuole essere la parte più piccola della moda, quella di qualità, il made in Italy, insomma. Ogni capo infatti nasce principalmente in un laboratorio di Viterbo, solo le T-shirt vengono da Barletta. Invece, le stampe, che io creo prima con tempere e pennelli, vengono poi riportate in serigrafica sulla maglietta sempre da un laboratorio qui in città. Ho avuto diverse esperienze, ma qui da noi un’azienda che ti fa fare completamente digital non esiste”.
Che vuol dire fare digital?
“Vendere sui social, sull’e-commerce e fare pubblicità online. Siamo un po’ indietro da questo punto di vista e quindi ho deciso di creare la mia azienda, mettendoci dentro tutte le mie passioni che sono poi quelle per la moda e il disegno e il marketing”.
Perché i disegni li hai messi in quel punto della maglietta, nel girocollo?
“Perché io le porto sempre dentro i pantaloni, quindi se sono centrali difficilmente si vedono. Ho optato allora per una nuova collocazione: nei modelli da donna stanno sul girocollo, in quelli da uomo sul lato cuore e restano invece centrali per i bambini. Ce n’è per tutte le età da 3 a 100 anni. L’abbigliamento, invece, è pensato solo per la donna. Si tratta di vestiti colorati da adattare sia al tacco che alla scarpa da ginnastica”.
E il budget?
“Si va dai 35 ai 130 euro. E’ una produzione nuova e made in Italy, sono questi gli standard per far conoscere i prodotti”.
Quand’è che ti sei messa per la prima volta a tavolino a disegnare e cosa ne è venuto fuori?
“Il loghetto di Atomo… perché, all’inizio la produzione, doveva essere incentrata solo sull’abbigliamento. Poi sono venute fuori anche le t-shirt col gioco nel girocollo che si compone di 5 elementi. Il mercato ha più risposto a queste che al resto che va comunque bene. Da qui, però, è nata la personalizzazione. Ora infatti le persone mi scrivono indicandomi un tema che io poi sviluppo e che, se piace, va in stampa. Ogni maglietta è unica e personale”.
Come si possono avere?
“Le vendo principalmente dalla pagina Facebook di Atomo 23 che poi rimanda al sito in cui c’è tutta la collezione, oppure su Instagram. Le persone mi contattano tramite messaggio privato e mi danno le indicazioni, poi io inizio. Si può pagare direttamente sui social, collegati pay-pal, per cui tutte le operazioni sono altamente sicure e protette”.
Lavori da casa.
“Generalmente si parte dal negozietto fisico per poi sbarcare su Facebook, io ho fatto il contrario. Nasco da Internet e vorrei aprire un punto fisico. Per adesso, però, lavoro da qui anche perché ho pensato che, attraverso la rete, pur stando nella mia stanza, riesco comunque a raggiungere tutto il mondo”.
E’ stato difficile avviare l’attività?
“Soprattutto per quanto riguarda l’aspetto burocratico che ha portato via tanto tempo, ma non mi sono lasciata abbattere. Prima di tutto ho preso coraggio, ed è stata quella la cosa più importante, poi con il commercialista ho aperto la partita Iva e la parte contabile l’ho lasciata a lui perché è davvero troppo complicata. Ho chiesto un finanziamento in banca che, per fortuna, mi hanno accettato e quindi ho messo su tutto. A Roma o a Milano avrei sicuramente trovato un lavoro, ma sono viterbese e volevo rimanere qui. Siamo partiti il 3 maggio e non mi aspettavo che andasse così, la gente apprezza molto ed è quello che più conta”.
Come sono le tue giornate?
“Mi sveglio prestissimo e inizio la pubblicazione sui social perché, di mattina, ci sono più interazioni e passaggi di persone. Poi inizio la parte degli ordini e, prima di pranzo, porto i disegni a stampare per ritirarli la sera visto che garantisco la spedizione in 48 ore. Il pomeriggio faccio raccolta ordini e organizzo il lavoro per il giorno dopo anche con il blog del sito. Era quello che volevo, la mattina mi alzo e faccio quello che amo fare”.
Chi vuoi vestire?
“Le ragazze, dai 20 ai 35 anni, che è poi la mia fascia d’età, quella che ha le mie stesse esigenze. Cerco di parlare a loro che acquistano più facilmente su internet”.
Com’è il tuo stile?
“Uno stile particolare che si adatta alla persona che io racconto attraverso le personalizzazioni”.
Tanti fanno le stampe sulle magliette, non avevi paura che fosse una cosa rivista?
“Un po’ sì, però, da quello che vedo, e anche inaspettatamente, le mie t-shirt sono piaciute. Ho aperto anche una “clinica delle t-shirt” sul sito per cui la persona mi invia la maglietta neutra e anonima, poi io la personalizzo in stile atomico”.
Da che nasce l’ispirazione?
“Dopo che mi danno il tema, sto dai 5 ai 10 minuti a fissare il muro, in attesa “dell’illuminazione”. Ogni tema poi ha una storia a sé, le medusine nascono da una ragazza di Genova che ha vinto un contest che avevo lanciato sul tema più interessante dell’estate. C’è per esempio il dente con le note musicali che una ragazza ha regalato al suo fidanzato che fa il dentista e che ama la moda e ballare. E poi Berto Balle, il fenicottero ballerino classico ispirato a Bolle. E ancora, il sushi, il logo Atomo e i fiori, le scimmiette…”.
Quando arriverà l’inverno?
“Ci saranno felpe, zainetti, cappellini e comunque sempre le t-shirt e la manica lunga”.
Realizzare i propri sogni si può?
“Ci vuole coraggio e tante notti insonni, però se lo si vuole, ci si riesce. Per me è stato importante il supporto dei miei genitori e del mio ragazzo che mi ha più che altro ‘sopportato’, ascoltandosi tutte le paturnie possibili. E’ lui che ringrazio davvero”.
Qual è la parte più bella di tutto quello che fai?
“Vedere in giro le mie magliette e sapere che c’è chi le vede indossate ad altre persone e riconosce il marchio Atomo. E’ bello poi quando mi fanno commenti positivi quando ricevono la maglietta a casa dopo l’ordine. Quella è la soddisfazione più grande che mi fa svegliare tutti i giorni con la voglia di creare. Del resto – conclude Claudia – non bisogna mai stare fermi. La creatività e l’entusiasmo sono tutto. Io sto già all’estate prossima… ma non aggiungo altro”.
Paola Pierdomenico





