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Morientes è stato lasciato solo

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Morientes Diomande

Morientes Diomande

Montefiascone - I funerali di Morientes Diomande

Montefiascone – I funerali di Morientes Diomande

Montefiascone - I funerali di Morientes Diomande

Montefiascone – I funerali di Morientes Diomande

Montefiascone - I funerali di Morientes Diomande

Montefiascone – I funerali di Morientes Diomande

Montefiascone - I funerali di Morientes Diomande

Montefiascone – I funerali di Morientes Diomande

Montefiascone - I funerali di Morientes Diomande

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Montefiascone – I funerali di Morientes Diomande

Montefiascone - I funerali di Morientes Diomande

Montefiascone – I funerali di Morientes Diomande

Montefiascone - I funerali di Morientes Diomande

Montefiascone – I funerali di Morientes Diomande

Montefiascone – Solo. Morientes Diomande, vent’anni, morto il 31 luglio nelle acque del lago di Bolsena, “è stato lasciato solo”. Ed è quanto si sentiva ripetere ovunque, da chiunque fosse stato a dargli l’ultimo saluto nella palestra del palazzetto dello sport di Montefiascone. I ragazzi dell’ex albergo Dante e quelli della cooperativa Intercasa Gea che accoglie chi arriva dall’altra parte del mondo. Pochissimi altri. Assenti le istituzioni locali. Presente soltanto la prefettura di Viterbo con il vice prefetto Immacolata Amalfitano.

Fotoracconto – I funerali di Morientes Diomande – video

Morientes è stato trovato privo di vita ieri mattina sulle sponte del lago nel comune di Montefiascone. Richiedente asilo, proveniva dalla Costa d’Avorio, suo paese d’origine.

Non c’era il sindaco di Montefiascone Massimo Paolini e nessuno della giunta o della maggioranza. Presente solo Giulia De Santis, consigliera di minoranza. Mancava tutta la comunità di Montefiascone. Una manciata gli abitanti presenti. Assieme a loro, vigili del fuoco, polizia locale, digos, carabinieri e croce rossa.

“Abbiamo voluto fare il funerale all’interno degli impianti sportivi – ha detto Paola Fanali di Intercasa Gea – perché Morientes era figlio di tutti. Qui con noi ci sono i ragazzi musulmani, i ragazzi cristiani e tutti i ragazzi della cooperativa. Lo abbiamo voluto salutare tutti quanti insieme, nell’unione e nella solidarietà. E tutti dobbiamo avere un piccolo spazio per salutare il nostro Morientes”.

Tre i riti celebrati. Musulmano, perché la famiglia del ragazzo era musulmana. Cristiano evangelico, la confessione cui Morientes apparteneva. Infine, cristiano cattolico, celebrato in tal caso da don Luciano Trapé e don Marco Del Canuto della parrocchia di santa Margherita e san Flaviano. La bara è stata posizionata su un tappeto con i piedi rivolti verso la Mecca. Alcuni rifugiati scattano foto alla bara con i cellulari. Perché? “Per avere un ricordo”, la risposta.

“Ognuno ha avuto la possibilità di dire quello che sente – ha concluso Fanali – salutandolo con la sua cultura e i suoi costumi. Gli abbiamo voluto tutti bene come un figlio. Lo abbiamo amato tutti, come un fratello”.

Morientes è stato seppellito nel cimitero di Montefiascone dove è stato accompagnato dalla comunità africana assieme ai giovani della cooperativa e ai soli presenti.

 


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