Tarquinia – Riceviamo e pubblichiamo – Anacronistici, il biometano “fatto bene”, prodotto nel rispetto della biodiversità e dell’uso dei suoli agricoli, può rivestire un ruolo fondamentale nella strategia energetica del nostro paese e sul fronte della lotta al mutamento climatico globale
È una grande opportunità per rendere più sostenibile il consumo di energia domestica e industriale ma anche la mobilità, per ridurre l’inquinamento atmosferico e migliorare la gestione dei rifiuti.
Legambiente, ovvero la più importante tra le associazioni ambientaliste in Italia, in un suo recente comunicato datato 6 febbraio 2017, considera il biometano come una nuova frontiera, capace di dare un impulso straordinario alla, da tutti invocata, “economia circolare” in Italia e potente strumento utile alla lotta dei cambiamenti climatici.
Con il biometano si chiude il ciclo dei rifiuti per la frazione organica rifiuti solidi urbani. La stessa Forsu da rifiuto da smaltire in discarica, diventa risorsa – metano green – per alimentare le auto e/o altri mezzi di locomozione.
Ricordiamo che le auto a metano, prodotto non da fonte fossile, sono quelle che hanno il minor impatto ambientale al mondo nella mobilità. Le stesse auto elettriche, se alimentate da centrali a carbone, hanno sicuramente un maggior impatto ambientale.
In merito all’articolo recentemente apparso su alcuni telematici locali, invitiamo il consigliere comunale di Tarquinia Ernesto Cesarini e l’onorevole Silvia Blasi, del Movimento 5 Stelle, se proprio non sono d’accordo con Legambiente, a rileggere con attenzione cosa dice il programma nazionale del movimento di cui fanno parte e di cui hanno firmato il contatto per essere candidati.
Il programma M5S “Un programma unico perché di tutti”, in fondo alla pagina 6 recita: “Incentivazione della produzione di biogas dalla fermentazione anaerobica dei rifiuti organici”.
L’impianto che verrà realizzato a Tarquinia prevede proprio questo, anzi lo migliora con un sistema di upgrading, che trasformerà il biogas prodotto dalla Forsu in biometano, ossia un combustibile di terza generazione.
Con il recente Dec Via regionale, il Consorzio Pellicano ha concluso il primo step dell’iter amministrativo, per la realizzazione del proprio impianto, che ha visto coinvolte, a vario titolo, Regione Lazio, Arpa Lazio, Asl, Istituto superiore di sanità, ossia chi per legge deve tutelare la salute dei cittadini e chi ha dedicato tutta la propria vita lavorativa alla salvaguardia dell’ambiente e di chi ci vive.
Il primo settembre ci sarà la prima conferenza di servizi per il rilascio dell’autorizzazione integrale ambientale, vorremmo che nessuno strumentalizzasse la salute dei cittadini, come già successo nel caso dei vaccini, per qualche pagina di giornale e un po’ di visibilità, e tutti insieme si possa ragionare e discutere nel merito il processo di produzione, anziché intavolare una guerra di religione.
Siamo disponibili a dialogare con tutti ma in uno stato di diritto non ci deve essere spazio per le prevaricazioni preconcette.
Consorzio Pellicano
