Vignanello – Riceviamo e pubblichiamo – A Vignanello, in piazza della Repubblica, è collocato un grande pannello con riportate delle note storiche sulla famosa dimora cinquecentesca degli antichi feudatari del paese: il Castello Ruspoli.
Il supporto della scritta era stato logorato dal tempo e in più punti risultava ormai illeggibile. Su segnalazione di un amico, pochi giorni fa, scopro che è stato rinnovato ma, ahimè, con qualche refuso piuttosto imbarazzante.
Ottavia Orsini, l’ideatrice del giardino all’italiana, ha il cognome mutato in Orsolini. Scherzi del correttore automatico?
Forse, ma magari, mi domando, prima di stampare un pannello del genere, che andrà al pubblico nella piazza principale del paese, sarebbe il caso di controllarlo con maggiore attenzione? Il guaio è che in realtà i refusi non finiscono qui, anzi!
Ieri sera mi sono tolto la curiosità di andarmelo a leggere per intero e non sono mancate le sorprese. L’anno della visita di papa Benedetto XIII, il 1725, è divenuto 125, inoltre tutta la parte iniziale del testo, che è stato copiato dal cartello preesistente, riporta delle mancanze che fanno perdere completamente il senso delle frasi.
Dove era scritto: “Il suo aspetto attuale rappresenta un rifacimento rinascimentale di un edificio più antico: secondo la tradizione infatti, dalla metà del IX secolo fino all’inizio dell’XI, il feudo di Vignanello fu governato dai monaci benedettini che iniziarono i lavori per edificare la primitiva rocca”, ora si legge: “Il suo aspetto attuale rappresenta un rifacimento rinascimentale di un edificio più antico dell’XI, il feudo di Vignanello fu governato dai monaci benedettini che iniziarono i lavori per edificare la primitiva rocca”.
Dove era scritto: “Nella ridefinizione che ha conferito al castello l’aspetto sontuoso che ancora oggi ammiriamo, esso ha mantenuto il tipico carattere di una fortezza, pur essendo stato trasformato nel Rinascimento in un palazzo nobiliare; fu nel periodo compreso tra il 1531 e il 1538 che, grazie a Beatrice Farnese e al genero Sforza Marescotti, avvenne la ricostruzione che conferì al castello la forma attuale”, adesso leggiamo: “Nella ridefinizione che ha conferito al castello l’aspetto sontuoso che ancora oggi ammiriamo, esso ha mantenuto il tipico carattere di una fortezza, compreso tra il 1531 e il 1538 che, grazie a Beatrice Farnese e al genero Sforza Marescotti, avvenne la ricostruzione che conferì al castello la forma attuale”.
Non ci vuole molto a rendersi conto che le frasi, così come sono ora, risultano semplicemente prive di senso. Tutto fa sembrare che il lavoro sia stato eseguito in maniera a dir poco superficiale, sia da chi doveva soltanto copiare il testo originario, sia da chi avrebbe potuto/dovuto rileggere il nuovo testo nel mandarlo in stampa.
Vignanello è un piccolo centro, ma ha tante bellezze da valorizzare, molte sconosciute ai suoi stessi abitanti. Abbiamo monumenti stupendi da visitare e storie affascinanti da raccontare.
Abbiamo tante opere d’arte che andrebbero valorizzate e già non lo facciamo abbastanza, se poi ci si dedica con superficialità anche a quel poco che già abbiamo, come l’unico pannello turistico in piazza, la cosa non può che dispiacere. Rinnovare un pannello illeggibile perché logorato dal tempo, con uno nuovo, ma pieno di errori e frasi incomprensibili, è un’offesa al valore e alla bellezza dei nostri luoghi.
Vincenzo Pacelli
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