Viterbo – Duecento passaporti pronti e mai ritirati. Sono in questura da anni, dentro uno scatolone. “Li prenotano, li pagano eppure li dimenticano. Uno è perfino del 2011”, spiega il sostituto commissario Miranda Campana, responsabile dell’ufficio passaporti.
Fotocronaca: Un giorno all’ufficio passaporti
La richiesta è cresciuta del venti per cento in pochi anni, complici le nuove normative. “Fino a dieci anni fa, i minorenni potevano ancora esserne sprovvisti, venendo iscritti in quello dei genitori”, spiega il sostituto commissario. “Dal 2009, queste iscrizioni non sono più valide: il ragazzo deve viaggiare con un documento individuale e, se minore di 14 anni, con la dichiarazione di accompagnamento per vacanze e viaggi studio”.
Cinque addetti – quattro poliziotti e un civile – che sbrigano tutte le pratiche del rilascio, tengono i rapporti con le ambasciate per i passaporti smarriti, completano le procedure avviate da enti locali e stazioni dei carabinieri: anche qui il cittadino può avanzare la sua richiesta di passaporto, ma il passaggio in questura è d’obbligo per le impronte digitali.
“La media nazionale è di quindici giorni per la consegna. Noi riusciamo a restare entro i nove”.
L’ufficio di via Romiti rilascia cinquecento passaporti al mese. Numeri in crescita, per una domanda che, ormai, si spalma uniformemente su tutto l’arco dell’anno. Un po’ come se fosse sempre estate. “Prima era durante la bella stagione che l’ufficio veniva preso d’assalto da chi partiva per le ferie”, continua Campana. “Ora non c’è quasi più differenza tra gennaio e giugno. L’incremento estivo, ormai, è minimo: c’è stata una crescita complessiva dei richiedenti che ha aumentato la mole di lavoro”.
Allo sportello della questura si recano sempre più minorenni, ma a ingrossare il bacino d’utenza sono soprattutto neocittadini italiani. “Spesso mantengono la doppia cittadinanza, hanno famiglie più numerose delle nostre e fanno la spola tra l’Italia e il paese d’origine, quindi chiedono molti più passaporti. Per chi ottiene la cittadinanza italiana, tra l’altro, avere subito il passaporto non è solo utile per gli spostamenti ma è anche motivo d’orgoglio”.
Dal 2010, la piattaforma online “Agenda passaporto” permette di azzerare le attese prenotandosi dal sito della polizia. Una breve procedura di registrazione e si apre l’agenda dell’ufficio: l’utente sceglie un giorno disponibile entro le tre settimane successive e, in quel giorno, va a rilevare le impronte digitali e porta l’occorrente in questura.
“L’agenda è attiva dal 2010 – spiega Campana – da novembre siamo partiti con la notifica via mail che comunica che il passaporto è pronto e può essere ritirato”. Una novità che rientra nella riorganizzazione dell’ufficio voluta dal questore Lorenzo Suraci per ottimizzare il servizio.
“Prenotarsi su Internet conviene anche perché tendiamo a dare la priorità a chi ha preso un appuntamento, piuttosto che a chi si è presentato allo sportello senza preavviso”. Per chi sceglie il sistema online dell'”Agenda passaporto”, l’ufficio viterbese è aperto anche il sabato con tre addetti su cinque. Poche questure garantiscono il servizio nel weekend.
Eppure c’è chi ancora non rinuncia alle “care” – perché dispendiose in termini di tempo – vecchie file. “L’obiettivo è raddoppiare l’utilizzo dell’agenda informatica per avere una programmazione totale del lavoro e, quindi, una gestione migliore. Per ora siamo attorno al 40, 50 per cento di richieste online. Vorremmo arrivare almeno all’80 per cento”.







