Civita Castellana – Riceviamo e pubblichiamo – Siamo tutti d’accordo nel ritenere il suicidio un atto estremo, terribile, contro natura.
Il piano della discussione non è giudicare chi lo commette o insegnare come evitarlo. Sarebbe presunzione farlo.
Esistono altri contesti per affrontare una discussione così delicata soprattutto nel rispetto dei famigliari di chi si è suicidato e per rispettare i morti come questa ultima ragazza, arrivata a Civita Castellana da Roma, con questo preciso intento.
Le affermazioni del sindaco, dispiace dirlo, non ci convincono, ricordano molto Ponzio Pilato lasciando agli altri il livello della discussione su come affrontare la questione Ponte Clementino.
Ci saremmo aspettati da un sindaco autorevole altre parole e altre azioni. In primo luogo riconoscere che esiste un problema: il nostro storico Ponte Voluto da Papa Clemente sara’ ricordato come luogo di morte se non si prendono provvedimenti, reti o barriere salvavita, soprintendenza permettendo.
In secondo luogo evitare commenti imbarazzanti che abbiamo letto anche su fb del tipo: “E’ superficiale pensare che le reti evitano i suicidi”, perché nessuno lo ha mai detto. Per quanto ci riguarda possiamo tranquillamente affermare di essere d’accordo a posizionare barriere salvavita perché oltre a fungere da deterrente (per taluni casi) può essere importante per prevenire incidenti accidentali.
Ad esempio durante la sfilata di carnevale il ponte è transitato da migliaia tra figuranti e spettatori, finora è andata sempre bene, ma guarda caso vengono posizionate barriere di protezione anche se in via temporanea. Quindi esiste un problema di pericolosità potenziale del ponte. Inutile negarlo.
Crediamo che non sia da enfatizzare troppo la situazione per evitare discussioni inutili di qualsivoglia natura ma al contempo non vada neanche banalizzato il problema. È vero che se una persona ha deciso di suicidarsi lo fa e basta, lo si sa, ma è pur vero che il ponte Clementino sta divenendo un luogo che attira chi vuol farlo.
Negli ultimi 5 anni si contano 11 tra suicidi o tentati suicidi anzi 12 considerando il ragazzo salvato ultimamente.
Ad Ariccia stessa situazione in passato e L’ Anas (nel 1996 il comune di Ariccia ha ceduto il ponte all’ente) ha posizionato barriere salvavita, riducendo i tentativi da quel ponte ma sopratutto salvando molte persone, che nonostante le barriere hanno tentato il gesto, inserendole tramite la Asl in un percorso psicologico, percorso che è servito alla stragrande maggioranza di loro.
Infine affermare che posizionando le reti si getterebbero da altri siti conferma che la proposta avanzata è valida. Infatti non stiamo generalizzando il problema ma si sta parlando di un luogo pubblico ben preciso e che ci si preoccupa della salute dei propri cittadini. Per favore sindaco ci risparmi la morale, si assuma le sue responsabilità, anziché citare Leonardo di Caprio faccia tesoro di chi autorevolmente ha fatto un analisi chiara della situazione: il professore e psichiatra Paolo Crepet.
Fratelli d’Italia Civita Castellana
Forza Italia Civita Castellana
