Civita Castellana – Riceviamo e pubblichiamo – Il dottor Scatena ha perfettamente ragione: il suicidio va prevenuto con la diagnosi precoce della malattia depressiva.
Teniamo conto che questa, dopo gli incidenti stradali, è la prima causa di morte negli adolescenti e nei giovani.
In questa fascia di età la malattia depressiva si manifesta con modalità atipiche o “mascherate”, e genitori e insegnanti dovrebbero essere sensibilizzati su questo tema.
Alcuni particolari comportamenti, come l’abuso di sostanze e di alcoolici, l’evitamento dei rapporti con i coetanei, il passare molto tempo chiusi nella propria camera o a letto, vanno considerati a rischio e possibilmente monitorati.
Detto questo, il punto della questione attuale è: farebbe bene il sindaco di Civita Castellana a mettere in sicurezza il Ponte Clementino?
Una risposta “tecnica” potrebbe essere questa: vi sono due tipi diversi di comportamenti suicidari e presuicidari. In un caso la persona è fermamente decisa a togliersi la vita, non potendo oltre sopportare l’angoscia (che viene da loro definita “un dolore indicibile e insopportabile”) o i sensi di colpa che la malattia depressiva molto spesso produce.
In questo caso la persona, se oggi è impedita dalla rete nel ponte, troverà sicuramente domani o dopodomani un altro mezzo per attuare il suicidio.
In altre persone malate di depressione o di disturbo bipolare, il suicidio non è premeditato, ma avviene d’impulso, oppure, pur nella sofferenza, il loro umore è fluttuante, così che il proposito suicidario è incostante e di breve durata. Per questo secondo gruppo la rete del ponte sarà stata un salvavita.
In definitiva, in un eventuale referendum, io risponderei: sì, mettete la rete.
Paolo Carbonetti
