Viterbo – Il centrodestra va a cena, se la suona e se la canta. Noi con Salvini fa cantare un gruppo musicale. Sempre a tavola, ma lo scenario cambia.
Dal chiuso di un ristorante a uno spazio all’aperto, da un gruppo di politici, Viva Viterbo, FdI, FI, Fondazione, a un gruppo di sostenitori del movimento di Umberto Fusco. Niente alleati.
Anche perché, in questa fase sono un po’ indigesti. Così, ieri sera i “leghisti” della Tuscia si sono ritrovati al centro sportivo in strada Bagni. Una sessantina i presenti, diversi rappresentanti dal capoluogo, ma pure da diversi comuni della provincia.
Dopo una calda giornata, l’atmosfera è decisamente più fresca. Ci penserà Umberto Fusco a renderla rovente. Con calma. Prima le buone notizie. C’è da festeggiare la sua nomina a vice coordinatore regionale Noi con Salvini.
E c’è un annuncio da fare. “Il 24 settembre a Viterbo ci sarà la festa regionale di Noi con Salvini – anticipa Fusco – verrà il nostro segretario, rimarrà sabato e domenica. In quell’occasione avremo risposte più chiare e certe per le alleanze anche a Viterbo”.
I tempi per alleanze e strategie sono lontani. La cantante dal palco mette in guardia: “Non ti fidar…”. Fusco se lo appunta.
“I nostri interlocutori – dice Fusco – sono FI e FdI. Ma se, ahimè, fanno altre attività, si organizzano diversamente e noi non siamo coinvolti, pazienza. Noi non siamo dispiaciuti. Siamo pronti, ci presenteremo da soli. Non abbiamo paura”.
Gli fa eco il responsabile comunale Enrico Maria Contardo. “Hanno organizzato questa cena – osserva Contardo – forse per testare le reazioni di chi è rimasto fuori. Noi non ci siamo strappati i capelli. Anche perché siamo stati chiari da subito”.
Cioè, porte chiuse a Viva Viterbo. “No a una coalizione con chi ha governato insieme a Michelini. Non con chi ha contribuito a farli vincere”.
E tocca sempre a Contardo dare una delusione a Giovanni Arena. Il responsabile cittadino Forza Italia, si dice certo di riunire sotto un unico ombrello, da Viva Viterbo a Noi con Salvini. Da queste parti la vedono difficile.
“Arena non aggiunga posti a tavola – frena Contardo – non ci interessa. Forza Italia, lo posso capire, vuole dare le carte. Ma per noi può anche farsi un solitario”.
Non è un ultimatum, ma ci assomiglia molto: “O si azzera tutto e si riparte dall’inizio o andremo da soli”. Come se la cena del centrodestra non ci fosse mai stata
Quella di Noi con Salvini, c’è stata. Carbonara. Ma solo quella nei piatti.
“Noi non torneremo indietro rispetto a quello che ho detto – incalza Fusco – se dovesse succedere, vi autorizzo a darmi del bugiardo. Ma con me non accadrà.
Con chi passa da una parte all’altra, io non ci vado. Sia chiaro. FI e FdI e gli altri facciano cosa credono. Rispetto tutti, ma in casa mia comando io”.
Altrimenti si rischia di fare il Michelini bis. “La sinistra ha raccolto i cocci della destra – osserva Contardo – e con Michelini la città non è mai stata messa così male”.
Ma il centrodestra che va in ordine sparso, a sua volta rischia di fare il bis di cinque anni fa. Regalare la vittoria ancora al centrosinistra.
“La situazione è cambiata – è convinto Contardo – a Tarquinia un sindaco uscente non è nemmeno andato al ballottaggio. Non dico che dobbiamo andare alle urne con due coalizioni. Noi vogliamo allearci, ma se non sarà possibile faremo da soli.
Abbiamo messo paletti. Certe persone non le imbarchiamo. Attenzione. Non ce l’abbiamo con Viva Viterbo. Non li abbiamo mai attaccati. Semmai ad attaccarli sono stati quelli con cui sono andati a cena.
Giancarlo Gabbianelli, che per me resta uno dei migliori sindaci, diceva che la politica ha i suoi tempi. Qualcuno forse se lo dovrebbe ricordare.
Cene, certi discorsi a dieci mesi dal voto sono prematuri. E poi, in quel gruppo ci sono troppi galli a cantare. E almeno cinque candidati sindaco”. Un po’ troppi. Servirà una sfoltita.
Giuseppe Ferlicca








