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Ecco a voi il tesoro di santa Rosa…

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La mostra al monastero di santa Rosa

La mostra al monastero di santa Rosa

Mario Brutti (Fondazione Carivit) insieme all'assessore comunale Delli Iaconi e al sindaco Michelini

Mario Brutti (Fondazione Carivit) insieme all’assessore comunale Delli Iaconi e al sindaco Michelini

Alfonsina Russo - Soprintendente per l'area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l'Etruria meridionale

Alfonsina Russo – Soprintendente per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale

Suor Francesca Pizzaia - madre superiore delle Alcantarine custodi del monastero di santa Rosa

Suor Francesca Pizzaia – madre superiore delle Alcantarine custodi del monastero di santa Rosa

Giannino Tiziani illustra le opere in mostra al monastero di santa Rosa

Giannino Tiziani illustra le opere in mostra al monastero di santa Rosa

La vicesindaca Luisa Ciambella

La vicesindaca Luisa Ciambella

La mostra al monastero di santa Rosa

La mostra al monastero di santa Rosa

I manoscritti con la vita di santa Rosa e quello con il processo di canonizzazione

I manoscritti con la vita di santa Rosa e quello con il processo di canonizzazione

Il corpo di santa Rosa conservato nella basilica

Il corpo di santa Rosa conservato nella basilica

Una delle opere esposte al monastero

Una delle opere esposte al monastero

Una delle opere esposte al monastero

Una delle opere esposte al monastero

 

La mostra al monastero di santa Rosa

La mostra al monastero di santa Rosa

Viterbo – Affreschi, oli su rame, ex voto, manoscritti. Oggetti sacri, utensili in ceramica e mobili antichi. E poi gli ambienti stessi del monastero, ai quali è stata data nuova vita con un restauro record, nei tempi e nei modi (fotogallery).

Aprirà ufficialmente i battenti sabato 2 settembre la mostra “Il tesoro di santa Rosa. Un monastero di arte, fede e luce”. Sarà visitabile fino al 6 gennaio 2018 (e forse anche oltre) senza alcun biglietto d’ingresso. Oggi, nella sala consigliare di palazzo dei Priori, la conferenza di presentazione.

A fare gli onori di casa il sindaco Leonardo Michelini, la vicesindaca Luisa Ciambella e l’assessore Antonio Delli Iaconi. Con loro suor Francesca Pizzaia, superiore delle Alcantarine custodi del monastero di santa Rosa, la soprintendente delle Belle Arti Alfonsina Russo e il presidente della fondazione Carivit Mario Brutti.

“E’ la prima volta che il monastero di santa Rosa si apre al pubblico per mettere in mostra i suoi tesori – ha detto in apertura Delli Iaconi -. I viterbesi, e i turisti, possono finalmente appropriarsi di un bene che è anche loro. E non solo per il valore intrinseco delle opere contenute, ma per l’immenso significato spirituale che contengono: lì c’è la vita di santa Rosa e il senso della sua spiritualità”.

Un lavoro enorme, progettato da tempo ma portato a termine in concreto in pochissimo tempo, una quarantina di giorni.

“La soprintendente Russo ha accettato con entusiasmo la nostra proposta – prosegue Delli Iaconi – e ha seguito sia il grande lavoro di catalogazione che quello successivo di presentazione. Fondamentale poi il supporto di suor Francesca, anima vibrante del monastero, che sprizza energia da tutti i pori”.

La mostra era stata già presentata ieri a Roma, insieme al trasporto di Gloria. Un palcoscenico, quello della Capitale, che ha attirato i giornalisti delle maggiori testate nazionali e internazionali, anche di settore. E ha lasciato tutti a bocca aperta.

“Troppo spesso noi viterbesi siamo i primi che consideriamo santa Rosa patrimonio esclusivo di Viterbo – commenta il sindaco Michelini -. Non è così. Santa Rosa nella sua breve vita ha viaggiato molto e la sua fama si è sparsa molto oltre le mura civiche. I suoi tesori, però, finora li conoscevano soltanto le suore che vivono e hanno vissuto nel monastero. Ora sarà di tutti”.

Per molti è un sogno che si avvera. “Lo speravo dal primo giorno che sono arrivata qui nel 2015 – dice suor Francesca -. Veder restaurato quel refettorio malridotto e abbandonato e ridare luce alle opere coperte di polvere e rovinate dal tempo. Tecnici, esperti e operai ci hanno messo solo 40 giorni a fare tutto: mi si è aperto il cuore. Ora tutti potranno vedere da vicino la presenza vibrante di santa Rosa, perché al di là dei tesori materiali esposti nella mostra, il vero tesoro è lei”.

Un progetto concluso, per ora. L’idea, infatti, è quella di continuare i lavori anche in altre sale del monastero per renderle visibili e fruibili. “Il prossimo anno lavoreremo alla sala delle colonne – annuncia Alfonsina Russo -. Intanto ringrazio tutti per la riuscita di questo miracolo. Sì un miracolo di santa Rosa probabilmente, visto che in due soli mesi si è riusciti a fare la gara d’appalto, i restauri e anche la pubblicazione del catalogo in pieno agosto”.

L’esposizione parte dal corridoio che affianca la piccola stanza in cui è conservata l’urna d’oro con il corpo di santa Rosa. Da qui si passa al refettorio che ospita alcuni manoscritti tra cui quello sulla vita di Rosa e quello sul processo di canonizzazione, insieme alle lettere scritte da diversi comuni della Tuscia a supporto della pratica. Degno di nota lo splendido olio su tela di Benafial del ‘700 che raffigura “Santa Rosa e la prova del fuoco”.

Nella stanza successiva, oltre ai magnifici affreschi sulle pareti, si possono ammirare alcuni pezzi di ceramica posseduti dalle suore che nei secoli hanno abitato nel monastero, i loro oggetti personali e quelli religiosi come un candeliere di metallo dorato e un ostensorio di argento cesellato d’oro e di gemme.

La mostra, gratuita, sarà aperta fino al 6 gennaio, ma potrebbe essere prolungata. “Il Comune da tempo aveva il sogno di mostrare al grande pubblico questo immenso patrimonio – chiosa la vicesindaca Ciambella -. Ne parlammo la prima volta due anni fa con il ministro Franceschini che venne ad assistere al trasporto di Gloria. Ora, lavoreremo per tenerla aperta ben oltre gennaio del prossimo anno anche perché spero che tanti vengano a visitarla, soprattutto i giovani, le scuole, perché santa Rosa è un esempio soprattutto per loro”.

 

 

Soddisfatto anche il presidente della fondazione Carivit che ha partecipato al finanziamento del progetto. “Ogni anno dobbiamo scegliere tra tante proposte che gravitano intorno a santa Rosa – dice Brutti -. Questa ci è sembrata senza dubbio la più valida e quella che corrisponde di più al senso della nostra fondazione: dare nuova vita a quanto di bello abbiamo”.

Francesca Buzzi

 


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