Viterbo – “Il tre settembre comanda il capofacchino”. Sandro Rossi mette da parte ogni discussione. Manca una settimana esatta al al “Sollevate e fermi!” e per lui in testa c’è solo questo e cioè un trasporto impeccabile possibile solo con la massima concentrazione da parte di tutti.
Multimedia: Consegnati ciuffi e spallette – video
Al tradizionale raduno alla ex chiesa della Pace per consegnare ciuffi e spallette esorta i suoi e spiega ai ragazzi come vive il tre settembre. “Non c’è più Sandro, sono strano, ma per me è la normalità”.
Prima di iniziare, Rossi ha fatto riferimento alle cene in piazza durante le quali sono stati raccolti 55mila euro. “Voglio fare un ringraziamento alla cucina – ha esordito il capofacchino – e a chi si è prodigato. Ci sono persone che danno l’anima, coniugando il lavoro con le esigenze del Sodalizio. Sono impagabili e non hanno mollato mai un attimo. Col caldo sono state davanti ai fuochi, esprimendo quello che è lo spirito del Sodalizio.
Mi spiace, invece, che alcune persone non sono venute per niente, perché dopo 12 anni che facciamo le cene, evitarle così non è stato bello. Ognuno, però, può fare quello che vuole. Ci sono state un po’ di discussioni, ma oggi, spazziamo via tutto. Ne parleremo dopo.
Adesso, dobbiamo concentrarci tutti su quello che andremo a fare, il trasporto, che non è uno scherzo. Dobbiamo essere pronti. Ci sarà una maggiore attenzione da parte delle forze dell’ordine. Si prevede una giornata calda. Sarà faticosa, per cui è necessario iniziare a prendere le nostre precauzioni. Parlatevi e scambiatevi informazioni con chi, sotto la macchina, c’è da tempo, perché è utile per capire come affrontare tutto. Chiedete a chi sta qui da qualche anno.
Vivere il Sodalizio non è solo fare il facchino, ma condividere ogni momento. Deve venire da dentro, non c’entrano i ruoli. Qui non è arrivato nessuno e un facchino vale per quello che da agli altri, al facchino che gli sta accanto. Se non c’entra in testa questo è inutile vestirsi di bianco. Troviamo dentro di noi quella forza nascosta che abbiamo tutti e che dobbiamo far esplodere all’esterno. Dobbiamo far vedere a noi stessi cosa abbiamo dentro al cuore, sennò niente ha valore”.
Parlando di se stesso ha ammesso: “E’ vero, strillerò tanto e, a volte, comanderò pure troppo. Ma il tre settembre, non c’è più Sandro. Sono un’altra persona, litigo con tutti, anche con mio figlio. Vivo quel giorno a modo mio. Se a qualcuno ho mancato di rispetto, gli ho dato una risposta o un’occhiata brutta, chiedo pubblicamente scusa. Non me ne vergogno.
Il tre settembre, però, comanda il capofacchino. Non ci sono altre discussioni, perché la responsabilità è la mia. Voi mi avete eletto e se mi volete togliere questo ruolo, eleggete un’altra persona, ma finché sarò il capofacchino, sarò io a darvi gli ordini e sarò io a comandare, perché, ripeto, la responsabilità è sulle mie spalle.
La mia tensione, infatti, finisce quando vado dal dottore e lui mi dice che state tutti bene, non quando si posa la macchina. Sapete come sono fatto, come divento strano, ma, il tre settembre, quella è la mia normalità. Basta parlare di cazzate, parliamo di santa Rosa, cominciamo a tirare fuori l’ugola. Tiriamo fuori il cuore per santa Rosa, facciamole sentire che siamo tutti qui per lei”. Quindi l’esortazione “Evviva santa Rosa!” ripetuta per tre volte, a cui hanno risposto i facchini a una sola voce.
Lasciano, non senza emozione, Danilo Lucarini e Luigi Aspromonte. “E’ stata una scelta dura – ha detto Lucarini -. Avevo detto che me ne sarei andato dopo aver fatto un trasporto con mio figlio, non appena fosse entrato. E’ stato un sogno che si è realizzato e che auguro a tutti di poter provare. Grazie al consiglio che me ne ha dato l’opportunità. Evviva i facchini”.
Quindi Aspromonte: “Preferivo stare di là, dalla vostra parte. Dopo 20 anni di ciuffi e, ancora in forza, ho deciso, però, di smettere, perché la macchina di santa Rosa non è di nessun simbolo, ma è del Sodalizio. Faccio spazio alle nuove leve. Passare il posto a un giovane, mi fa onore. Buon trasporto”.
Rossi ha annunciato che, lasera del 3, saranno accanto a lui come guide al trasporto con la classica fascia gialloblù.
Il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini ha ricordato gli appuntamenti e rivelato: “Col 50esimo del fermo di Volo d’Angeli – ha detto Mecarini – vogliamo invitare nella sala del conclave i ‘superstiti’ al trasporto del 1967. Non solo i facchini, ma anche i figli del costruttore Zucchi, Luigi e Giulia. E’ stato un evento tragico. Impensabile, ma che è successo. A loro dedicheremo anche una delle serate sotto la macchina per sentire dalla voce dei protagonisti quello che accadde quella sera. Un fatto straordinario da cui, per questioni di maggiore sicurezza, è nata anche la prova di portata per la macchina”.
Proprio nel 1967 c’era Guido Politini, presente anche stamattina: “Siete un motore importante per la macchina – ha detto Politini ai facchini -. Dopo tanti anni lotte e disgrazie, siamo qui. Facchini, costruttori e chi ha dato la vita per il Sodalizio. È giusto ricordare il 50esimo del fermo della macchina, così come è giusto coinvolgere chi c’era. La divisa è importante. Vi fa grandi, come fa grandi la città e la santa. Mantenete alta la tradizione. Evviva il Sodalizio, evviva i facchini, evviva santa Rosa”.
Ha portato i saluti anche Lorenzo Celestini. “È un orgoglio essere qui con voi – ha detto Celestini – . Lasciatemi fare un piccolo pensiero ad Antonio Febbraro che oggi non è potuto essere qui. Lui che c’è stato nel 1967, col cuore, ci sarà anche quest’anno. In bocca al lupo per tutto”.
Quindi Vincenzo Fiorillo. “Ringrazio il consiglio del Sodalizio per l’invito a essere qui che mi onora – ha detto Fiorillo -. Abbiamo messo molto impegno nel montaggio, qualsiasi cosa il costruttore può fare per voi, lo farà”.
Ha parlato anche l’ideatore Raffaele Ascenzi: “Tenetevi stretto questo posto – ha detto Ascenzi rivolgendosi ai facchini – prendete con gioia il fatto di poter lasciare il vostro posto a un giovane, perché è bello essere qui e trovare linfa nuova. La gioia sotto la macchina resta, per sempre. La mia è un’esortazione. Evviva santa Rosa”.
Antonio Lanzetti è stato nominato responsabile pro tempore dello staff medico dopo le dimissioni del dottore Stefano De Spirito. “Abbiamo a cuore la vostra salute – ha tenuto a precisare il medico -. La nostra disponibilità è totale, in qualsiasi momento dell’anno e del giorno. Le vostre diatribe interne non ci interessano e se qualcuno è stato escluso, è solo per motivi fisici”.
La volata fino al 3 settembre prevede diversi appuntamenti, a partire da domani con le pennette sotto la macchina offerte dal costruttore Fiorillo. Sabato il corteo storico e la solenne processione con il cuore di santa Rosa. I facchini visiteranno il cimitero, il gerontocomio, villa Immacolata e villa Benedetta.
Il 10 settembre poi il Cuore di Santa Rosa sarà scortato dai facchini e dal corteo storico di Santa Rosa in occasione del sesto Centenario dell’immagine della Madonna della Quercia.
Paola Pierdomenico










