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A via Cavour Gloria si spegne…

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Viterbo - Santa Rosa - Conferenza trasporto 2017

Viterbo – Santa Rosa – Conferenza trasporto 2017

Leonardo Michelini e don Luigi

Leonardo Michelini e don Luigi

Leonardo Michelini e Sandro Rossi

Leonardo Michelini e Sandro Rossi

Viterbo - Santa Rosa - Conferenza trasporto 2017

Viterbo – Santa Rosa – Conferenza trasporto 2017

Massimo Mecarini e Sandro Rossi

Massimo Mecarini e Sandro Rossi

Viterbo - Santa Rosa - Conferenza trasporto 2017

Viterbo – Santa Rosa – Conferenza trasporto 2017

Lorenzo Suraci e Leonardo Michelini

Lorenzo Suraci e Leonardo Michelini

Il ciuffo numero 50 di Volo d'Angeli

Il ciuffo numero 50 di Volo d’Angeli

Vincenzo Fiorillo, Mario Quintarelli e Immacolata Amalfitano

Vincenzo Fiorillo, Mario Quintarelli e Immacolata Amalfitano

Sandro Rossi e Raffaele Ascenzi

Sandro Rossi e Raffaele Ascenzi

Viterbo - Santa Rosa - Conferenza trasporto 2017

Viterbo – Santa Rosa – Conferenza trasporto 2017

Leonardo Michelini e don Luigi

Leonardo Michelini e don Luigi

Viterbo – Gloria si spegne a via Cavour. Proprio nel punto in cui cinquant’anni fa Volo d’Angeli si fermò. Resteranno accese solo le luci della macchina di santa Rosa che illuminano le statue dei facchini. Un omaggio. Doveroso. Una sorpresa.

Almeno tale doveva essere, ma (per fortuna) all’ideatore è sfuggita, oggi in conferenza stampa, magistralmente (o quasi) presentata dall’assessore Antonio Delli Iaconi) A palazzo dei Priori, tutto il terzo trasporto di Gloria. 

Dedicato a tutti i facchini del 1967 e Giuseppe Zucchi, oltre alle vittime del terrorismo. Mentre la girata è per l’ambasciatore del Sodalizio, Giorgio Capitani, regista morto alcuni mesi fa. E a tutti i facchini scomparsi durante l’anno.

Gloria si spegne a via Cavour

Nel punto in cui cinquant’anni fa Volo d’Angeli si fermò, Gloria quest’anno si spegne. Doveroso omaggio. Una delle novità per il terzo trasporto della macchina di santa Rosa di Raffaele Ascenzi. È lo stesso ideatore a svelarlo in conferenza stampa.

“Per il cinquantesimo del fermo – anticipa Ascenzi – di fronte al punto preciso dove avvenne il fermo, la macchina sarà totalmente spenta. Una bella sorpresa. Renderemo omaggio a quegli uomini che hanno portato Volo d’Angeli fin lì. Saranno illuminate solo le figure dei facchini su Gloria”.

Ad Ascenzi, in conferenza, la sorpresa è sfuggita. Il capofacchino Sandro Rossi prova a fermarlo. Troppo tardi. L’ideatore consegna al sindaco Michelini il ciuffo numero cinquanta, epoca Volo d’Angeli. Sarà sotto Gloria la sera del 3 settembre. Affidato al capofacchino Rossi. “Gloria è perfetta – osserva Ascenzi – siamo al giro di boa, il terzo anno. La resa è al 95% e nei prossimi trasporti aggiungeremo il resto”.

Trasporto dedicato alle vittime degli attentati, la girata a Giorgio Capitani

Nel cinquantesimo dal fermo di Volo d’Angeli, il Sodalizio ha invitato tutti i 67 facchini che portarono la macchina di Giuseppe Zucchi. “All’incontro con le autorità al palazzo dei Papi, nel pomeriggio del 3 – anticipa il presidente Massimo Mecarini – io all’epoca avevo 8 anni, ricordo l’apprensione per la macchina che non arrivava.

È stata una tragedia che è servita. Da quel momento sono state istituite le prove di portata e altri accorgimenti. Ma è stata una macchina, la cui bellezza ha rappresentato uno spartiacque con il passato. Il 6 settembre, al sagrato di santa Rosa, sotto la macchina, li avremo con noi”.

Mentre il 2, insieme ai facchini, nella visita nei centri di cura e reparti, ci saranno anche i clown di corsia. È la prima volta.

“La dedica – ricorda Mecarini – quest’anno è a tutti i facchini del 1967, a Giuseppe Zucchi e alle vittime del terrorismo. Molte vite umane sono andate perse, qualcosa che ci rattrista enormemente. Aggiungiamo questa dedica, mentre la girata a piazza del Comune, andrà all’ambasciatore del Sodalizio Giorgio Capitani, venuto a mancare mesi fa e ai facchini scomparsi durante l’anno”.

“Un percorso faticoso, come lo scorso anno”

Sandro Rossi, capofacchino, entra nei dettagli tecnici. “Alla cena tecnica di ieri – spiega Rossi – abbiamo parlato degli spostamenti, reparto per reparto. C’era una sorpresa. La conoscete. Ce ne sarà un’altra. Volevamo fare due giri a piazza del Comune, ma il tragitto è lungo. Avevamo pensato ai facchini del 1967”. Quelli che hanno portato Volo d’Angeli fino a via Cavour e lì si sono dovuti arrendere.

“Hanno subito la più grossa umiliazione che un facchino possa avere, ma con coraggio, l’anno dopo ci hanno riprovato e ce l’hanno fatta. Non hanno mollato. E se noi oggi siamo qui, è anche per il loro sforzo”.

Sul trasporto, le difficoltà maggiori sono in punti precisi. Conosciuti. All’altezza di via della Volta Buia, dove la distanza con i tetti è questione di un paio di centimetri, dopo via del Suffragio, per le grondaie. Servono manovre millimetriche.

Quindi il tragitto su via Marconi. “A scendere, la sosta di fronte al monumento ai facchini – ricorda Rossi – e a salire all’altezza della via che porta a largo Marconi.

Arriveremo a piazza del Teatro. E da lì la salita. Non vi posso spiegare come si fa. Sò solo che la macchina arriva su. Si parte e si arriva. Una cosa quasi impossibile, che si realizza ogni volta”. Ci sono state le cene. Sandro Rossi ringrazia tutti, dai viterbesi alla Cna per la mega torta. Non ne è andata sprecata nemmeno un pezzetto.

“Un grazie anche alle forze dell’ordine e poi i facchini, sempre lì ad aiutare, a lavorare. Gratuitamente, nello spirito delle cene.

Il Sodalizio è un bene di Viterbo. Offendendolo, non si offende Massimo o Sandro. Il Sodalizio durerà, anche dopo di noi. Non capisco chi vuole buttare fango addosso. Tutta la città si dovrebbe indignare. I facchini danno l’anima e a volte, non comprendo cosa ci sia dietro certe prese di posizione”.

Quattrocento uomini per garantire la sicurezza del trasporto

Dispiegamento importante, quello messo in campo dalle forze dell’ordine. “Saranno 400 uomini – anticipa il questore Lorenzo Suraci – ci affidiamo al senso di responsabilità delle persone. Abbiamo confermato le misure di sicurezza dello scorso anno, implementandole. I controlli ai varchi ci saranno già dalla mattina.

A piazza del Plebiscito, lato di fronte al comune, oltre le tribune, non ci saranno persone in piedi, ma solo sedie”. Barriere agli accessi della città. “La prevenzione è importante”.

Sono cinque le riunioni effettuate da parte del comitato d’ordine e sicurezza pubblica, come ricorda Immacolata Amalfitano dalla prefettura. “Il modello organizzativo dello scorso anno ha dato risultati eccellenti, sono state aggiunte ulteriori misure”.

“Preghiamo per le previsioni del tempo”

Tutto pronto, don Luigi scruta fin da oggi il cielo. “Pregheremo per il tempo, ha aspettato sei mesi per piovere. Ma come sempre, ci penserà santa Rosa.

Di questa festa va crescendo l’aspetto spirituale, le intenzioni all’interno di Gloria sono ogni volta a migliaia, il portare in alto la santa è un altro segno. Poi ci sono i facchini e il loro amore verso santa Rosa. Siamo contenti che abbiano scelto la sala del Conclave per il raduno del 3 settembre. Un onore ospitarli, per il rapporto d’amicizia e gratitudine che ci lega. Siamo felici della scelta del palazzo dei Papi. È casa vostra”.

Il 3 settembre il trasporto, il 10, i 550 anni dal patto d’amore con la Madonna della Quercia

Ricorrenza che ricorda il sindaco Leonardo Michelini, sempre in conferenza stampa. “Il trasporto è una bella festa e non dobbiamo spaventare nessuno. Tutti rassicurati da quello che è stato organizzato dagli organi competenti. Con la collaborazione di tutti, si può venire serenamente a vedere il trasporto”.

Vincenzo Fiorillo, costruttore, ricorda le migliorie alle fiamme vive per Gloria e chiede la collaborazione di tutti, a fine trasporto quando le vie vanno pulite. Mario Quintarelli, per la provincia, sprona il sindaco: prima della fine legislatura, un riconoscimento a Giuseppe Zucchi. Mentre Luisa Ciambella anticipa la mostra in allestimento al monastero, rassicura sulla diretta tv che ci sarà, anzi il comune ha pure predisposto un’app per iOs e Android.

Il primo e due settembre, infine, le tribune saranno ad accesso libero. Gaetano Carramusa lo conferma, nonostante il capitolato d’appalto prevedesse un biglietto. Grazie al contributo della Banca di Viterbo.

Giuseppe Ferlicca


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