Viterbo – Primo votante, Aldo Moneta. Elezioni provinciali, il sindaco di Canepina è stato il primo, stamani alle 8 a depositare le due schede nelle rispettive urne, dando il via alla giornata elettorale per il rinnovo di presidente e consiglio provinciale a via Saffi.
– Fotocronaca: Tutti al voto
Alle 8 era già pronto, poi sono iniziati ad arrivare tutti gli altri. In mattinata affluenza alta.
Superata quota trecento a mezzogiorno. Su un totale di settecento votanti. Non ci sono rilevazioni ufficiali, ma la volta precedente attorno alla stessa ora, si erano espressi circa un centinaio d’aventi diritto in meno.
Sono elettori, sindaci e consiglieri comunali dei sessanta comuni nella Tuscia.
Un appuntamento di secondo livello che somiglia a una normale consultazione. Fuori palazzo Gentili, dove è allestito il seggio, capannelli con responsabili politici dei vari schieramenti.
Si parla, si scambiano quattro chiacchiere. Ma soprattutto si controlla chi viene a votare e chi no.
Tra i primi, Giulio Marini fa il suo ingresso sprint, in moto.
Già da prima delle 10, invece, Pietro Nocchi, candidato Pd e Mo.Ri., è su via Saffi. Verso le 10,30 vota. Poco dopo arriva il suo rivale Paolo Equitani. Stretta di mano di rito fra i due.
Sindaci e consiglieri s’incontrano e si salutano. Una rimpatriata domenicale. Arriva anche il primo cittadino di Grotte di Castro, Piero Camilli. Di fretta verso il seggio, poi, dopo il dovere, il piacere.
S’intrattiene a parlare nel capannello del centrodestra. Con incursioni anche dall’altra parte.
Giuseppe Talucci Peruzzi (FdI), invece, trema. Non per l’esito delle urne, ma per il freddo. Pantaloncini e ciabatte sono un po’ troppo per una domenica di metà settembre. Cambio d’abito. Poco dopo torna abbigliato in modo più consono a tempo ed età. Ormai comincia ad avere una certa.
Filippo Rossi e Maria Rita De Alexandris arrivano anche loro di buon mattino. Da bravi rappresentanti civici passano a una certa distanza dai colleghi politici. Qualche saluto e via.
Poi cercano Giacomo Barelli. L’ex assessore doveva offrire la colazione, purtroppo non c’è.
Per due che se ne vanno, molti altri restano. Canna, penna e calamaio. A spuntare chi ha votato e chi no. Ed eventualmente chiamare chi se ne dovesse essere dimenticato. La domenica è lunga e la batteria d’emergenza è nel taschino.
Giuseppe Ferlicca









