Tuscania – Angelo Marotta svela “L’anima e il volto del Mediterrano”…
È in programma fino al 2 ottobre nella sala delle conferenze della biblioteca comunale (ex tempio di santa Croce) di Tuscania la mostra di Angelo Marotta sul Mediterraneo.
Le opere esposte per dimostrare come, per l’autore, il Mediterraneo sia più che un’area geografica, ma un luogo dell’anima.
L’azzurro dell’acqua, la luminosità del cielo e l’ampiezza dell’orizzonte rappresentate da Marotta che non concepisce la pittura come uno strumento per riprodurre la realtà, usa la pennellata per suscitare delle suggestioni.
“Guardare le opere di Marotta – scrisse Giulio Marini da presidente della Provincia – è come affacciarsi dalla finestra e scorgere il Mediterraneo. Non un preciso luogo geografico ma l’essenza del Mediterraneo: colori, oggetti, sensazioni, vibrazioni, rumori che accomunano diversi popoli, tradizioni, culture e religioni. Marotta coi suoi dipinti riesce a cogliere l’essenza del Mediterraneo. Quel filo rosso, o meglio azzurro che rende un unicum un mondo pur variegato e diverso. Un ambito, quello del Mediterraneo, di cui gli etruschi sono stati componente essenziale. Anzi, la cultura mediterranea non sarebbe stata, non sarebbe e non sarà se non ci fossero stati gli Etruschi”.
Sempre sulla mostra, interviene Paolo Balmas: “In occasione della sua ultima mostra ospitata nei locali dell’ex Tempio di Santa Croce a Tuscania, com’è subito evidente, Marotta ha puntato con ancora maggior forza che in passato sulla possibilità di fare emergere il principio unitario che anima e unisce tutte le sue opere, siano esse assemblaggi di oggetti recuperati, installazioni costruite a partire da elementi funzionali dell’abitare, inusuali sculture in cui la proliferazione si scambia le parti con la modellazione, dipinti con sovrapposizione di frammenti lignei, o autentiche tele ampie come lenzuoli e ricoperte di colori brillanti e felici quanto il gesto stesso che li ha prodotti.
E il principio unitario in questione, neanche a dirlo, è proprio quell’eros primordiale e non più semplicemente primigenio che sfugge al costruttore di miti ma non certo all’occhio attento dell’abitatore di luoghi amati e protetti dall’atto stesso del viverli, ad un occhio che assorbe e rilancia luce e colori, che non distingue tra bellezza funzionale e bellezza espressiva, che non si sente solo figlio di un atto d’amore perso nella lontananza della protostoria ma propagatore che rilancia la penetrazione del mare nell’intimo della terra e attraverso la tesaurizzazione giornaliera dei suoi doni si prova a trasformare il mare stesso in terra da attraversare e conquistare, attraverso attrezzature da pesca e da navigazione, che ne inalberano le insegne e non fanno più differenza fra presente e futuro perché spostando la linea dell’orizzonte dal domani all’oggi, dall’ideale al progetto, sono riusciti a recuperare il terzo protagonista della nostra storia d’amore, quel cielo che, una volta svuotato dalla sue capricciose e parassitarie divinità, torna ad essere il vero punto di partenza e di arrivo di ogni energia fecondatrice, lo schermo su cui l’artista proietta e verifica le sue elaborazioni per trasformarle in immagini e valori a disposizione di chiunque si senta membro attivo di una comunità coesa che giorno dopo giorno vive ama e muore senza tentare di imporre la sua voce più di quanto sia disposta ad ascoltare quella altrui qualunque sia la lontananza da cui proviene”.
La mostra resterà aperta fino al 2 ottobre.





