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“Basta gare al massimo ribasso, le aziende controllino i subappalti”

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Il segretario della Uilm Viterbo - Arturo Ranucci

Il segretario della Uilm Viterbo – Arturo Ranucci

Tarquinia - L'azienda metalmeccanica in cui i lavoratori sarebbero stati sfruttati

Tarquinia – L’azienda metalmeccanica in cui i lavoratori sarebbero stati sfruttati

Tarquinia – “Grandi aziende e multinazionali dovrebbero controllare i loro subappalti senza pensare solo al proprio tornaconto economico e le gare non vanno fatte più al massimo ribasso, perché poi a pagare le conseguenze sono soltanto i lavoratori come abbiamo potuto ben vedere in questi giorni a Tarquinia”.

Arturo Ranucci, segretario territoriale della Uil metalmeccanici di Viterbo e Civitavecchia parla senza mezzi termini intervenendo sulla vicenda che nei giorni scorsi ha portato a Tarquinia all’arresto di 4 persone con l’accusa di estorsione, sequestro di persona, sfruttamento di lavoratori e caporalato.

“Stiamo parlando di caporalato – prosegue Ranucci – ossia di un vero e proprio salto indietro nel tempo, a condizioni di sfruttamento inammissibili e che non possono assolutamente essere tollerate. Non più! Una situazione che troppo spesso si verifica a causa di gare al massimo ribasso e scarsi controlli da parte delle grandi aziende che danno in subappalto i lavori che ottengono. Poi, a pagarne le conseguenze sono i lavoratori e le loro famiglie resi sempre più ricattabili dalla crisi economica e da una disoccupazione che da anni caratterizza soprattutto il nostro territorio”.

“È ora di dire basta – sottolinea il segretario della Uilm – e di verificare se quanto scoperto a Tarquinia è riscontrabile anche in altre aziende del territorio. Ringrazio infine i finanzieri del comando provinciale di Viterbo per il prezioso lavoro svolto, invitando tutte le forze politiche, sociali e istituzionali, così come tutti i cittadini e i lavoratori ad alzare il livello di guardia e a denunciare simili fatti ogni volta che ne abbiamo riscontri concreti. Perché di fronte a oppressione e sfruttamento – conclude Arturo Ranucci – non si deve mai voltare la faccia dall’altra parte”.


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