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Casa di riposo, indaga la procura

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Mario Scarnati

Mario Scarnati

Fabrica di Roma - L'albergo confiscato

Fabrica di Roma – L’albergo confiscato

Fabrica di Roma - L'albergo confiscato

Fabrica di Roma – L’albergo confiscato

Fabrica di Roma - L'albergo confiscato

Fabrica di Roma – L’albergo confiscato

Fabrica di Roma – La procura di Viterbo starebbe indagando sull’immobile confiscato alla mafia che il comune di Fabrica di Roma vorrebbe trasformare in una casa di riposo.

Nelle scorse settimane il sindaco Mario Scarnati avrebbe ricevuto, insieme ad altre persone, una comunicazione dagli uffici di via Falcone e Borsellino. “Non è un avviso di garanzia – sottolinea il primo cittadino -, ma una comunicazione d’indagine in cui non è scritto nemmeno il tipo di reato ipotizzato. Ma ho già chiesto ai magistrati di essere interrogato, perché non ho fatto nulla. In quel bando, non ero né Rup né conosco chi se lo è aggiudicato”.

L’immobile, nel 2015, era già finito sotto la lente dell’Anac. Quando il comune si è mosso per affidare l’incarico a un progettista, un gruppo di consiglieri ha inviato un esposto all’Autorità nazionale anticorruzione che, in particolare, ha evidenziato una “singolare tempestività nell’iter procedimentale (del bando di gara, ndr), conclusosi con l’affidamento (all’azienda aggiudicante, ndr) dell’incarico in pochi giorni”.
E dall’Anac di Raffaele Cantone gli atti sono finiti in procura a Viterbo. “Quello della magistratura – sottolinea il sindaco Scarnati – è un atto dovuto, dopo l’esposto della minoranza”.

L’immobile di via della Ferrovia, un fabbricato a uso alberghiero, che nemmeno albergo è mai diventato, “poteva essere una delle più grandi case di riposo d’Italia – dice il primo cittadino -. Invece è lì, fermo da due anni. Si sta consumando, si sta rovinando, sta cadendo a pezzi: nei suoi due ettari di terreno, ci vanno a pascolare gli animali”.

Per trasformarlo in casa di riposo, “il comune ha preso un mutuo di un milione e 900 mila euro – spiega il sindaco Scarnati -. A quest’ora la casa di riposo sarebbe finita, e avrebbe potuto dare lavoro a 20, 30 persone. Oltre ad accoglierne 40.
Ovviamente il mutuo lo stiamo pagando, comunque. Ma, per non buttarli via, 530mila euro sono stati usati per rifare le strade comunali. E la rimanente somma verrà usata per rinnovare centro storico, piazza, giardinetti, scala mobile. Andando avanti così, l’immobile molto probabilmente lo ridaremo all’Antimafia, che ce lo aveva regalato”.


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