Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il 13 settembre, gli uomini del reparto di polizia penitenziaria coordinati dal comandante Daniele Bologna, durante dei mirati controlli per sventare l’introduzione di sostanza stupefacente all’interno del carcere Mammagialla di Viterbo, hanno sorpreso il padre di un detenuto italiano mentre gli cedeva due involucri contenenti circa 20 pasticche di un medicinale psicotropo somministrato esclusivamente dai serd.
Il detenuto ha repentinamente ingoiato gli ovuli, per eludere gli ordinari controlli di perquisizione. Solo una volta resosi conto che era stato scoperto, l’uomo ha rigurgitato la droga e l’ha consegnata agli agenti. Di seguito gli uomini della polizia penitenziaria hanno effettuato le perquisizioni all’automezzo con cui il padre del detenuto aveva raggiunto la struttura di pena viterbese, dove hanno ritrovato altre cinque pasticche del medicinale, e infine all’abitazione della famiglia, dove le operazioni di polizia giudiziaria hanno dato esito negativo.
I due uomini, padre e figlio sono stati deferiti all’autorità giudiziaria di Viterbo per traffico di sostanze stupefacenti con l’aggravante di averlo fatto all’interno del carcere.
Un plauso va alla polizia penitenziaria che, con professionalità e spirito di abnegazione, riesce a portare a segno operazioni complesse sia per tipologia che per l’ambiente in cui vengono effettuate. Il tutto aggravato dalla pesante carenza di organico, e con sofraffollamento dei detenuti.
Le segreterie provinciali di Sappe e Osapp commentano la notizia con estrema soddisfazione, ricordando che il 19 settembre tutti i sindacati di categoria saranno a manifestare sotto Montecitorio per ricordare al governo che esiste la polizia penitenziaria, che è un bene da tutelare e rinforzare, e in quella sede chiederemo interventi seri e decisi per far sì che anche il carcere in Italia sia un luogo di lavoro sicuro e agevole per gli operatori del comparto sicurezza.
Luca Floris, segretario provinciale Sappe
Gennaro Natale, segretario provinciale Osapp
