Montefiascone – “Chi non paga il biglietto è rimasto indietro”, questo è il nuovo “slogan” pubblicitario della Cotral, peccato che i disservizi continuano su gran parte del territorio.
Come ogni anno la storia continua e si ripete, pullman poco efficienti, mancanza di professionalità nel personale, sospensione di corse e pullman sovraffollati..
“Più puntualità e più efficienza” in riferimento al nuovo anno, era quello che si leggeva nei vetri dei nuovi mezzi arrivati, peccato che dopo pochi giorni dall’apertura delle scuole i disservizi continuano e anche in maniera frequente.
Per evitare sanzioni previste, chiunque (pendolari e/o studenti) si vedono costretti a pagare un biglietto o un abbonamento, ma ad oggi, che senso ha continuare a pagare un servizio di trasporto che non è garantito quotidianamente?
Uno dei tanti eventi è successo il 19 settembre a Montefiascone, quando per mancanza di corse (come una corsa diretta a Canino con transiti a Marta, Capodimonte, Piansano, Valentano, Cellere e Canino) gli studenti si sono visti costretti a prendere il primo pullman presente per cercare di raggiungere la località più vicina, sfidando non soltanto la corsa contro il tempo ma anche il sovraffollamento di persone all’interno di un unico mezzo.
Mezzi in continuo ritardo, coincidenze che saltano,mancanza di personale, è quello con cui si trovano costretti a convivere tutti coloro che viaggiano… situazione insostenibile per chi quotidianamente ha la necessità di spostarsi in vari paesi.
Tra i tanti disservizi molti si stanno verificando a Montefiascone, pullman in ritardo di più di 10 minuti, pieni di gente tra cui è impossibile muoversi, corse saltate senza avviso e personale con scarsa professionalità, è questa la realtà con cui devono scontrarsi gli studenti che ogni giorno usufruiscono del servizio.
Che senso ha continuare a pagare? Dove sono tutti i nuovi mezzi a disposizione da poter mettere in circolazione nel territorio?
Ad esser rimasto indietro non è colui che non paga il biglietto, ma la puntualità, l’efficienza, e la professionalità.
Mauro Paoloni
Un genitore
