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“In cammino sulle vie dell’esilio di Santa Rosa”, domenica la prima tappa

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In cammino sulle vie dell’esilio di santa Rosa - Raffaele Ascenzi

In cammino sulle vie dell’esilio di santa Rosa – Raffaele Ascenzi

In cammino sulle vie dell’esilio di santa Rosa - La guida Annarita Properzi insieme a Massimo Mecarini

In cammino sulle vie dell’esilio di santa Rosa – La guida Annarita Properzi insieme a Massimo Mecarini

In cammino sulle vie dell’esilio di santa Rosa

In cammino sulle vie dell’esilio di santa Rosa

Viterbo – Prenderà il via da Viterbo domenica prossima 10 settembre, presso la basilica di San Francesco alle ore 8, la tredicesima edizione della manifestazione “In cammino sulle vie dell’esilio di Santa Rosa” che rappresenta la rievocazione dell’esilio della Santa patrona di Viterbo avvenuto il 4 dicembre 1250.

Un esilio comminato alla famiglia della giovane Rosa con carattere d’urgenza (entro 24 ore), comunicato e ordinato dal podestà Mainetto Bovoli alla madre, sotto pena della confisca dei beni e della limitazione della libertà personale. Alle proteste del padre seguì la replica del podestà viterbese: “vi mando in esilio affinché moriate”.

Le fonti storiche che riferiscono di questo fatto sono principalmente due: la Vita I e la Vita II ovvero i due processi di canonizzazione ordinati rispettivamente da papa Innocenzo IV, nel 1252/1253, e da papa Callisto III nel 1457.

La Vita I è un frammento di codice membranaceo, forse un terzo o un quarto dell’originale, grande circa 12,5 cm x 57 cm, riferibile all’anno 1280 circa dove sono annotati soltanto gli ultimi mesi di vita di Santa Rosa: dal giugno 1250 fino al suo esilio in Vitorchiano. E’ scritto soltanto nel recto e riporta nel verso la prima raffigurazione della Santa. Ad un certo punto lo scritto si interrompe con la parola “tres” riferibile probabilmente ai giorni di permanenza in Vitorchiano.

Il cammino sulle vie dell’esilio di Santa Rosa, da Viterbo a Soriano nel Cimino e Vitorchiano, è da considerare come l’episodio storicamente più importante della sua vita perché ebbe il valore di una condanna a morte.

Sappiamo infatti, a seguito delle ultime ricognizioni medico scientifiche eseguite sul suo Corpo nel 1999, che era affetta da mancanza congenita dello sterno e conseguenti gravi difficoltà respiratorie. Malattia che non faceva superare normalmente i due anni di vita.

Obbligare Santa Rosa all’esilio, dunque, ha significato dare il colpo di grazia a quel Corpo che viveva già in condizioni fisiche precarie.

Anticamente Soriano nel Cimino era considerato antemurale dell’Etruria per la sua selva impenetrabile e lo storico romano Tito Livio, nell’anno 443, nella sua “Ab Urbe Condita Historia”, scrive come la selva dei Monti Cimini fosse considerata “piu impenetrabile e spaventosa delle foreste di Germania”.

Ma Rosa, insieme al suo padre e sua madre, non si perdette d’animo e s’incamminarono in direzione di Soriano nel Cimino. Secondo le testimonianze, raccolte nel corso degli anni dopo la sua morte, durante il suo viaggio ricevette l’annuncio da parte di un angelo di un imminente evento favorevole per la chiesa che si materializzò con la morte dell’imperatore Federico II (13 dicembre 1250 Castel Fiorentino in Puglia).

Rosa probabilmente stette a Soriano nel Cimino circa 20 giorni e in questo paese è ancora segnalata e conservata la Cuna di Santa Rosa, anfratto roccioso a ridosso del Castello Orsini, dove si riparò durante la sua permanenza.

Successivamente si spostò e si recò a Vitorchiano, quasi sicuramente per “tre” giorni. In questa città, sempre secondo le testimonianze che ci sono pervenute in forma scritta, guarì la cieca Delicata e sfidò un’eretica con la prova del fuoco.

Il suo ritorno a Viterbo, alla fine del mese di dicembre 1250 o gennaio 1251, fu favorito anche dalla morte dell’imperatore Federico II di Svevia e dal ritorno di Viterbo ad un podestà vicino alla Chiesa.

Santa Rosa fu talmente provata da questo duro viaggio che il 6 marzo 1251 transitò a miglior vita.

Domenica 10 settembre prossimo, dunque, si rievocherà l’esilio di Santa Rosa da Viterbo, camminando su questo itinerario naturalistico e religioso di rara bellezza tra boschi sorgenti e castelli medioevali.

La manifestazione è organizzata dall’Associazione Take Off e si svilupperà su tre domeniche: 10, 17 e 24 settembre prossime.

Numerose le emergenze archeologiche che si incontreranno attraversando boschi di faggi e castagni ultracentenari. Tra queste la chiesetta della santissima Trinita, custodita nella Tenuta Sant’Egidio dalla Gea – Gestione educazione ambientale, dove si ritirava a studiare il cardinale e filosofo del XV secolo Egidio Antonini, il Castello Orsini dove nel 1280 morì papa Niccolò III, la chiesetta della Madonna di Loreto citata dal premio Nobel Luigi Pirandello nella sua novella “Canta l’epistola”, e poi passando attraverso le forre, gli strapiombi e i canaloni dei fossi Martelluzzo e Vezza, anche il sito archeologico di Corviano di origine preistorica poi usato in epoca etrusca fino al medioevo, con abitazioni ipogee, necropoli, ruderi di cinte murarie e un castello diroccato. A Vitorchiano la Chiesa di San Michele Arcangelo, la chiesa di Santa Maria degli arrotini e la Casa di Santa Rosa nel centro storico medioevale. Info: 3382129568
Silvio Cappelli

Il programma completo del “Cammino sulle vie dell’esilio di Santa Rosa”

Domenica 10 settembre 2017

Domenica 10 settembre 2017 l’appuntamento per le iscrizioni è fissato per le ore 8 a Viterbo in Piazza San Francesco, di fronte alla basilica omonima. Si partirà intorno alle ore 8,30 dopo la Santa Messa, dopo aver letto la Preghiera del Pellegrino e dopo aver ricevuto la benedizione, con la reliquia di San Francesco, da parte del parroco padre Agostino Mallucci ofm. E’ prevista una colazione nelle sale adiacenti il convento.

Alla partenza sarà possibile prenotare un cestino per il pranzo, con pietanze a scelta, che verrà consegnato intorno alle ore 13 nel luogo previsto per il pranzo. Lungo il percorso verrà allestito un punto di ristoro, sulla strada Romana, con degustazione di dolci tipici, pasticcini, caffè, latte, bibite e rifornimento di acqua.

Alla partenza sarà possibile anche prenotare i biglietti (verranno consegnati durante la sosta per il pranzo) per il trenino Met.Ro. (ex Roma nord) Soriano nel Cimino – Viterbo per il ritorno al costo di 1 euro alle ore 17,05 con arrivo a Viterbo alle ore 17,30.

Un percorso a piedi lungo circa 16 chilometri, quasi interamente all’interno dei boschi sui sentieri dei Monti Cimini (molto verosimile a quello compiuto da santa Rosa nel 1250), che da Viterbo porta a Soriano nel Cimino. Il gruppo dei partecipanti partirà, come avvenuto nei nove anni precedenti, all’insegna della pace, della fraternità e dell’amicizia.

Da Piazza San Francesco si percorreranno Via Matteotti, Piazza Verdi, Via F.lli Rosselli, Via Genova, Via Belluno e Strada Palanzana. Poco prima dell’eremo della Palanzana si girerà a sinistra per percorrere una strada bianca che, attraversando il Parco dell’Arcionello, condurrà i partecipanti all’attraversamento della Strada Romana, all’altezza dei numeri civici 5. Qui ci sarà una prima sosta con un punto di ristoro.

La camminata proseguirà per Strada Costa Volpara e Strada Piscine, fino all’attraversamento della Strada Provinciale Piangoli, fino a imboccare la strada bianca che porta alla sorgente Acquaspasa.

L’arrivo alle sorgenti, attraverso antichi sentieri e mulattiere, è previsto per le ore 13 circa. In questo luogo esiste un’area attrezzata con panche e tavoli ed è prevista una sosta per il pranzo. Verso le ore 14 il cammino riprenderà, all’interno del bosco, salendo verso la sorgente Grillara. Questo è il punto più alto del percorso, rispetto al livello del mare, circa 750 metri di massima altitudine, dopo aver percorso 13 chilometri e 600 metri circa.

L’arrivo a Soriano nel Cimino, attraverso i boschi, è previsto intorno alle ore 16. Il ritorno a Viterbo avverrà con mezzi propri, con bus, o con l’utilizzo del trenino Met.Ro (ex ferrovia Roma Nord).

Domenica 17 settembre 2017

Domenica 17 settembre 2017 l’appuntamento è fissato per le ore 8 in piazza Vittorio Emanuele a Soriano nel Cimino. La partenza è prevista intorno alle ore 8,30 al termine dell’iscrizione, prenotazione pranzo ecc. Il percorso, lungo circa 18 km, si snoderà lungo Via Papacqua, Via della Stazione, Strada del Fosso Sciascia, qui una sosta per la colazione, poi Strada del Fontanile, Strada delle Sterpeta, Strada del Santarello, Strada della Poggiarella, attraversamento del torrente Martelluzzo e all’interno dei boschi che ci porteranno fino a Vitorchiano, tra noccioleti e uliveti, attraversando e visitando anche l’interessante sito archeologico di Corviano. In questo sito è prevista la sosta per il pranzo. Corviano è un monumento naturale situato su un pianoro, in posizione dominante, tra il torrente Vezza e il fosso Martelluzzo. Sono diverse le testimonianze materiali di civiltà medioevale esistenti in loco: un castello, una chiesetta, un’antichissima necropoli con tombe antropomorfe e case con ingressi parietali, a strapiombo sulla parete rocciosa. Prima dell’arrivo a Vitorchiano sono le chiese di Santa Maria degli Arrotini e di San Michele Arcangelo. Anche qui la giornata si concluderà con il ritorno a Viterbo con mezzi propri, con bus, oppure tramite il trenino della Met.Ro.
Domenica 24 settembre 2017

Domenica 24 settembre 2017 l’appuntamento è fissato per le ore 8 presso il Palazzo comunale di Vitorchiano. La partenza è prevista per le ore 8,30 circa da Vitorchiano al termine dell’iscrizione, prenotazione pranzo ecc. Il percorso si snoderà costeggiando la locale stazione e la linea ferroviaria Met.Ro. ex Roma-Nord, proseguendo per Strada Gramignana, dove ci sarà una sosta per la colazione, Strada Montecchio, Strada Piscine, Strada Costa Volpara, Strada Romana, Via della Palanzana fino ad arrivare in Viterbo. Tempo di percorrenza circa 5 ore, per 15 km circa, con pranzo finale di beneficenza a Viterbo, intorno alle ore 14, nei locali adiacenti il convento di San Francesco alla Rocca.
Info: 3382129568


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