Viterbo – (g.f.) – Elezioni provinciali, alta l’affluenza. Hanno votato 637 dei 730 aventi diritto fra sindaci e consiglieri comunali, pari all’87,2%. In 93 si sono tenuti lontani da via Saffi. Si tratta del dato secco, che non tiene conto del voto ponderato.
Fra quelli che non hanno espresso la loro preferenza, due sono del capoluogo.
Partendo dal presupposto che il Movimento 5 stelle aveva detto da subito di non voler partecipare alla tornata elettorale, uno dei due è Gianluca De Dominicis, l’altro, stando a chi da quelle parti ha tenuto i conti, è la collega Chiara Frontini (Viterbo 2020).
Gli altri, 55 appartengono ai centri di prima fascia (comuni fino a 3mila abitanti), 17 di seconda (fino a 5mila abitanti), 14 di terza (fino a 10mila abitanti), 5 di quarta (fino a 30mila) e due, appunto, di quinta, fino a 100mila, raggruppamento in cui rientra il solo comune capoluogo. I numeri sull’affluenza sono ufficiosi.
Chiuse alle 20 le urne, adesso una notte di riposo o magari per qualcuno di conteggio per capire se i conti, di chi doveva votare chi, tornano e domani mattina si conoscerà l’esito, dopo lo spoglio.
A inaugurare la domenica alle urne, stamani, Aldo Moneta. Il sindaco di Canepina è stato il primo a mettere le due schede, per presidente e consigliere, nelle rispettive urne.
Poi, sono cominciati ad arrivare i suoi colleghi. Verso le 10 si è anche formata la fila di fronte alla sala Benedetti, allestita come seggio.
Pietro Nocchi, fra i due candidati alla presidenza è stato il primo a votare, attorno alle 10,30. Un’ora dopo è stata la volta del suo rivale, Paolo Equitani. Non prima d’un veloce scambio di battute e stretta di mano, favorita da Maurizio Palozzi, presidente reggente, consigliere uscente e candidato rientrante.
Chiuse le urne, adesso c’è attesa per conoscere l’esito del voto che ha visto impegnati settecento fra consiglieri comunali e sindaci della Tuscia. Erano 738, ma con la caduta del comune di Valentano, la platea si è ridotta.
Domani mattina alle 8,30 iniziano le operazioni di spoglio. Per vincere, tanti voti potrebbero non bastare. Si tratta di elezioni di secondo livello e il voto è ponderato.
Ovvero, la preferenza di ciascun elettore conta in base al comune d’appartenenza. Più grande è in termini di popolazione e più valore ha la scelta. La fascia più alta è quella di Viterbo, la più bassa, che è poi anche la più numerosa, quella fino a tremila abitanti.
Oggi su via Saffi, per ingannare il tempo c’è chi si è dilettato a fare previsioni sul possibile esito finale. Nocchi dato in vantaggio su Equitani, mentre il consiglio provinciale potrebbe essere formato da sei del Partito democratico, quattro della lista Centrodestra e civici e due di Moderati e riformisti.
Calcoli effettuati basandosi sull’orientamento politico di ciascun elettore. Anche se, nel segreto dell’urna, sorprese sono sempre possibili. E vista la vigilia è un’ipotesi tutt’altro che remota.
Una scelta piuttosto che un’altra potrebbe fare la differenza. Ancora qualche ora e la curiosità (per chi ce l’ha) sarà soddisfatta. Con l’esito del voto e la proclamazione del nuovo presidente e dei più votati in consiglio provinciale.




