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“Ius soli e legge elettorale, possiamo farcela ad approvarle”

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Lorenzo Guerini

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Lorenzo Guerini

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Lorenzo Guerini

Lorenzo Guerini

Enzo Bianco

Enzo Bianco

Bagnoregio - Seminario Liberal Pd

Bagnoregio – Seminario Liberal Pd

Lorenzo Guerini

Lorenzo Guerini

Lorenzo Guerini

Lorenzo Guerini

Viterbo – “In materia di correnti abbiamo molto da insegnare…”.

Lorenzo Guerini chiude la mattinata d’incontri al seminario Liberal Pd a Bagnoregio con una battuta. Parla di militanza. Collegandosi al dibattito precedente, sulla magistratura.

Si è parlato di correnti. Materia nota nel Pd.

Ma il coordinatore della segreteria nazionale Pd punta altrove. Su un tema attuale e di forte attualità. Lo ius soli.

Si può fare, anzi, approvare: “Possono esserci le condizioni per portare a compimento la legge”. Guerini ci crede, lo dice e si prende l’applauso della sala.

“Sulla riforma della cittadinanza – avverte – dobbiamo con intelligenza provare a mettere in campo un ragionamento, non brandendola come un’arma”. Seppure stia accadendo.

“Quanto sta avvenendo è sconfortante – sostiene Guerini – un tema importante, che riguarda i diritti di persone e che attraversa i sentimenti della comunità è da maneggiare con cura.

Non è un elemento da usare per misurare qual è il tasso di sinistra in una forza politica. Occorre più prudenza”.

Nonostante le premesse, reputa che le condizioni ancora ci siano per varare la legge. “Possono esserci le condizioni. Per portare a compimento la legge”.

Così come vede margini pure per la nuova legge elettorale. Ma qui il cammino è più sgombro da ostacoli.

“Ci stiamo provando. In un Parlamento complicato. Vediamo se durante il percorso si trovano margini di miglioramento. Penso che le condizioni ci siano. A fine legislatura, magari negli ultimi minuti, riusciremo a fare la legge elettorale”.

Se il Pd ha qualche difficoltà, l’altro fronte non sta esattamente messo bene. “Altro che convergenze parallele, tra Berlusconi e Salvini siamo alle divergente parallele”.

Su militanza e impegno politico, invece: “Abbiamo cambiato molto la base sociale dei nostri militanti – osserva Guerini – il Pd ne ha 450mila. Oltre la metà non lo erano prima del 2012. Questo ci dice molto su come dobbiamo cambiare e su come la militanza cambi.

È ineluttabile, perché non cambia solo il partito, ma la nostra società, i cittadini e il modo di rapportarsi con la politica”.

Fuori il mondo cambia, più velocemente di come a volte lo si percepisca all’interno.

“Ci capita di parlare del nostro partito – osserva Guerini – con uno sguardo al passato, in chiave nostalgica, ma la militanza è cambiata. Come le persone che s’impegnano oggi. Non è lo stesso di trent’anni fa”.

Glielo suggerisce l’esperienza politica e pure quella personale.

“Mio padre si iscrisse da giovanissimo al Pci – ricorda Guerini – vengo da una famiglia con tradizioni comuniste.

Quella di mio papà era una scelta di vita, che lo impegnava per sempre, una forma di riscatto da un punto di partenza di difficoltà”.

Non è più così oggi. “Ci sono iscritti ancora come mio padre, ma esistono forme diverse”.

Giuseppe Ferlicca


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