Viterbo – “Torna lo spettacolo luminoso della macchina di santa Rosa”. Sul Corriere della Sera, edizione di Roma, il trasporto del 3 settembre: “Domenica la processione con la torre luminosa alta 30 metri, pesante 5 quintali, sorretta da cento facchini”.
Gloria, la macchina di santa Rosa ideata da Raffaele Ascenzi, la giornalista Natalia Distefano, la descrive come “una torre luminosa alta 30 metri, pesante 5 quintali, illuminata da fiaccole e luci elettriche, su cui domina la statua della santa”. Le origini della macchina, si legge sempre sul Corriere della Sera, “affondano dopo il 1258, anno in cui Papa Alessandro IV il 4 settembre fece traslare il corpo di Rosa, ancora non canonizzata, nel luogo che divenne poi il suo santuario. La popolazione, in seguito, per ricordare l’evento volle ripetere quella processione ogni 3 settembre trasportando una statua della santa illuminata su un baldacchino che assunse nei secoli dimensioni monumentali”.
Poi l’edizione 2017. La macchina “progettata da Raffaele Ascenzi – scrive il Corriere della Sera – s’intitola Gloria e partirà domenica alle 21 da piazza San Sisto per percorrere quasi due chilometri tra strade e piazze di Viterbo, fino al santuario dove resterà esposta per alcuni giorni. Per assistere al trasporto meglio appostarsi lungo il percorso già dal pomeriggio, approfittando delle sedie messe a disposizione gratuitamente dall’amministrazione (dietro deposito cauzionale) o acquistando i biglietti delle tribune”.
Al centro di tutto, santa Rosa. Al Corriere della Sera, il sindaco Leonardo Michelini la descrive come una “Giovane, laica, ribelle e impegnata a difesa degli ultimi”. “Sembra il ritratto di un’eroina contemporanea, quasi cinematografica – commenta la Giornalista Distefano -. In realtà di lei e della sua breve vita si sa poco, perfino gli esperti faticano a darne notizie certe. Mentre il suo personaggio vive di leggende, di molti «si dice» e tanti cauti «sembrerebbe che». Dalla bellezza proverbiale al desiderio di essere accolta dalle Clarisse, rimasto inesaudito a causa della sua povertà: quasi tutto è solo presunto. Niente biografi ufficiali per Rosa (1233-1251). Forse sta in quest’alone misterioso il segreto non solo di tanta devozione ma anche di una crescente curiosità svincolata dal credo religioso, amplificata dallo spettacolo annuale della colossale macchina di santa Rosa trainata da cento «Facchini», patrimonio immateriale dell’Unesco dal 2013, che ogni anno richiama migliaia di visitatori dal mondo”.

