- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

La fontana di Sant’Angelo torna al suo antico splendore

Condividi la notizia:

La fontana di Sant'Angelo restaurata

La fontana di Sant’Angelo restaurata

La fontana di Sant'Angelo restaurata

La fontana di Sant’Angelo restaurata

La fontana di Sant'Angelo restaurata

La fontana di Sant’Angelo restaurata

La fontana di Sant'Angelo restaurata

La fontana di Sant’Angelo restaurata

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Sant’Angelo è una piccola frazione di Viterbo e non possiede molte attrattive storiche. Possiede, però, alcuni luoghi secolari che sono cari ai suoi abitanti.

Uno di questi è la fontana che sorge presso la chiesa settecentesca dedicata a San Michele Arcangelo. La fontana, un manufatto semplice, contadino, era in secca da parecchi anni: quindici o venti (a parte un breve intervallo di tempo). La vasca s’era colmata di sporcizia, un fico selvatico aveva cominciato a spaccare la pietra, i dintorni s’avviavano a divenire una piccola discarica a cielo aperto.

In queste ultime settimane, perciò, alcuni abitanti hanno deciso di porre fine a tale stato di cose. Accertato che le vene d’acqua erano ancora fresche e fluenti, essi hanno regolato con pazienza la portata della sorgente, riparato le tubature (rotte o usurate in parecchi punti) lungo tutto il percorso, ripulito alcuni condotti ostruiti, costruito sfiatatoi.

È stato un lavoro duro, costante, impegnativo, pari a quello del restauratore alle prese con un mobile vecchio e malandato, ma a cui non vuole rinunciare perché é legato a esso da un rapporto di nostalgia e affetto. E gli sforzi sono stati premiati.

Il 30 agosto dalla fontana è ripresa a sgorgare l’acqua della sorgente del Conicchio, pura acqua di Sant’Angelo. Un piccolo successo che ha inorgoglito gli abitanti per una serie di motivi, che elencherò.

Il primo motivo è quello del degrado. Degrado chiama degrado, e ancora degrado, all’infinito. Se qualcuno non si mette lì con l’intento preciso di fermarlo, il degrado avanza come una macchia di sporcizia e indifferenza e menefreghismo sino a sommergere tutto. È stato importante fermare questo processo.

Il secondo motivo. Quell’acqua non è acqua qualsiasi, data da un servizio, e pagata con un bollettino alla posta o in banca, ma un bene che nasce spontaneamente nella nostra terra, da una sorgente che è stata scoperta, incanalata con cura e mestiere dai nostri antenati e bisnonni molti decenni fa, con la sola forza delle loro braccia: sprecarla era, quindi, un affronto alla nostra terra. È giusto, perciò, avere rimediato a questo.

Il terzo motivo è il più importante. Avere cura di un monumento o di un luogo o di un manufatto tanto antico, semplice, ma bello, che ha regalato vita a tutto un territorio significa avere cura delle vite che popolano quel territorio stesso. In un certo senso quella fontana nei secoli non è più una semplice cannella che dona acqua, ma il simbolo dell’unità di chi vive a Sant’Angelo.

Non è un caso, che a mano a mano che i lavori di restauro e ripristino proseguivano (con fatiche e intoppi), sempre più gente si incuriosiva, dava una mano, s’interessava, prestava la propria competenza, suggeriva idee, sperava assieme a noi oppure regalava qualche piccola offerta per supportare le spese vive.

Il passato non passa mai e riscoprire luoghi e cose, tornare ad ammirarle nella loro funzionalità e pienezza equivale a ritrovare l’unità e la forza di una comunità.

Gianluca Chiovelli
Presidente Associazione culturale ACAS


Condividi la notizia: