Tarquinia – “Voleva uccidermi, ma perché?”. Risposte, per il momento, non ne ha neppure lui: il 48enne marocchino infilzato all’addome con un punteruolo da un connazionale. Alla base del folle gesto potrebbe esserci un eccessivo abuso di alcool da parte dell’aggressore. O forse, questioni lavorative. Sia la vittima che l’arrestato, come ricostruito dagli investigatori, si dedicherebbero alla vendita ambulante sulle spiagge del litorale. Il tentato omicidio potrebbe essere scaturito da alcuni rancori in questo senso.
Indagini serrate quelle dei poliziotti del commissariato di Tarquinia diretto da Fabio Zampaglione, scattate nell’immediatezza. Dopo la segnalazione delle 17 di venerdì: “Ci sono due uomini feriti alla festa del sacrificio”, dice una voce dall’altra parte della cornetta. E le pattuglie si precipitano nella pineta di un campeggio di Tarquinia, dove avrebbero trovato una lunga scia di sangue. L’aggressore, stando alla ricostruzione degli agenti, si è messo alla guida della propria auto. Sarebbe stato ubriaco, e sarebbe arrivato a forte velocità. Ha sgommato ed è sceso, iniziando a squarciare le ruote di alcuni furgoni parcheggiati. Ha individuato la vittima e, brandendo una bottiglia di vetro e un punteruolo, l’avrebbe minacciato di morte per poi colpirlo all’addome.
Poteva ucciderlo, secondo gli investigatori. Anzi, per i poliziotti, questo sarebbe stato il suo intento. La vittima è riuscita a prevedere l’azione dell’arrestato e, con un rapido scatto, si è tirata indietro, evitando il peggio. La ferita, infatti, sarebbe vicina agli organi vitali. Ma per l’aggressore non sarebbe stati abbastanza. Avrebbe iniziato a rincorrere l’uomo intorno a un tavolo finché non è caduto, sbattendo violentemente la testa.
Interviene anche il 118 che trasporta i due, entrambi 48enni e di origine marocchina ma con regolare permesso di soggiorno, in ospedale. La vittima ne avrà per una decina di giorni, mentre l’arrestato è stato ricoverato fino a ieri mattina. Poi, è stato rinchiuso nel carcere di Civitavecchia in attesa della convalida davanti al giudice.
Nel frattempo, le indagini proseguono serrate: i poliziotti stanno cercando soprattutto il punteruolo impugnato dall’aggressore, che se ne sarebbe disfatto subito dopo il tentato omicidio. Stando ai primi accertamenti, secondo gli investigatori, avrebbe avuto la punta molto lunga e acuminata, tanto da riuscire a squarciare le gomme di una serie di furgoni.
