Vallerano – Dopo molti mesi di lavoro finalmente, grazie all’opera di un valente restauratore Ilir Shaholli e sua moglie, tolto l’imponente ponteggio, possiamo di nuovo ammirare, nel suo ritrovato splendore, i dipinti posti dietro l’altare maggiore, che qui potete vedere in una foto dalla cupola.
La struttura è fiancheggiata lateralmente da graziosi archetti che aprono l’accesso al coro retrostante, anch’essi interamente eseguiti con più marmi, decorati da fregi, culminano in alto con uno stemma principesco fiancheggiato da gigli farnesiani.
Gli archetti laterali, come da foto d’epoca, costituivano l’abbellimento della porta dell’Organo e della Cantoria l’altare svettava così libera lasciando libera la vista al grande affresco del senese Giovanni Francesco Vandi 1685.
L’affresco che si presenta frontalmente, narra di un evento miracoloso avvenuto il 29 settembre 1606, durante il sollevamento dell’antica cappelletta per portarla al piano del nuovo tempio sotto la direzione dell’architetto Ascanio Rosso di casa Farnese.
Durante l’operazione cadde ma gli operai miracolosamente ne uscirono tutti completamente illesi e la miracolosa immagine della Vergine completamente intatta. Il pittore in maniera fantastica rievoca la scena; un pullulare di angeli sollevano i pesanti legni e argani, liberando così gli uomini imprigionati sotto di essi, un angelo scaccia il demonio poiché responsabile dell’accaduto; mentre la Vergine con il Bambino vengono innalzati trionfalmente su delle nubi.
Tale pittura parietale è contornata da lodevoli stucchi in oro, questi creano motivi floreali, festoni di frutta e numerosi volti di cherubini. Al centro in alto, in un cartiglio, l’iscrizione che ricorda il miracolo:
Ruinis,quas daemon praeparat, virgo utitur ad glorias (La Vergine si avvale delle rovine che il diavolo prepara, per la sua maggiore gloria).
Il 29 settembre la chiesa festeggia gli Arcangeli Gabriele, Raffaele e Michele nemico acerrimo del demonio.
Il coro costituito da diciassette sedili in legno, decorati da cornici ed intagli, è presente anche un leggio del XVII secolo.
Posteriormente l’altare è anche ornato da numerosi stucchi d’oro e da varie tempere, restaurate anch’esse, eseguite dal pittore Stefano Menicucci colui che vide il miracolo quando il 5 luglio 1604 si apprestava a ritoccare un antico affresco del ‘400 della Vergine col bambino, che era esposto in una piccola cappellina proprio nei pressi di un ruscello.
Fu lo sgorgare di sangue dal labbro a far accorrere milioni di persone e dar luogo alla costruzione di questo straordinario tempio a Maria SS.ma del Ruscello e dei Donatori di Sangue titolo che si è aggiunto nel 1993.
Le tempere raffigurano tre momenti della vita della Vergine entrando da destra le Nozze di Maria, al centro la Visitazione di Maria a Elisabetta e la Fuga in Egitto, sopra un’altra immagine di Maria che viene incoronata dal figlioletto che tiene fra le braccia, Maria e Gesù sono circondati da numerosi putti.
La chiesa ogni domenica mattina dopo la messa delle ore 10 può essere visitata dal pubblico.
Massimo Fornicoli






