Castel sant’Elia – Un minuto di silenzio, prima del calcio di inizio. Anche il mondo del pallone si ferma per Mahmod Korkor, il 16enne morto dopo un incidente stradale in Egitto, dove era in vacanza con la famiglia.
Pablito, come tutti lo chiamavano, giocava nell’asd di Castel sant’Elia. Società che nella partita di oggi (seconda categoria) contro il Caprarola e in quella di domani (allievi) contro il Civita Castellana, osserverà un minuto di raccoglimento insieme agli avversari. Per ricordare il suo calciatore, Mahmod.
Pieno di dolore il ricordo di Carlo Lampariello, il segretario dell’asd Castel sant’Elia intitolata a Luca Graziosi, un altro giocatore della società morto a sedici anni. Stroncato da una meningite nel 2015. “Mahmod l’ho visto crescere – racconta Lampariello -. L’ho visto tirare i primi calci al pallone, anche perché giocava nella stessa squadra di mio figlio e spesso ero io ad accompagnarlo alle partite e ai tornei. Aveva un cuore grande, e per ricambiare il mio ‘favore’ aveva sviluppato un istinto di protezione verso mio figlio, che era il più piccolo della squadra”.
I modi di fare e la maturità di Pablito erano quelli di un uomo, ma aveva solo sedici anni. “Era piccolo di età – continua Lampariello -, ma sembrava un adulto. Era sempre disponibile, aveva sempre il sorriso stampato sulle labbra. Aiutava spesso il padre al lavoro, e quel negozio di frutta sarebbe stato il suo futuro”.
La società sembrerebbe intenzionata a organizzare una serie di tornei in memoria di Mahmod. Come ha fatto per Luca Graziosi. “Dopo la morte di Luca, anche quella di Mahmod – sottolinea commosso Lampariello -. E’ tutto così insopportabile. Dolori troppo forti, tragedie che ti spezzano il cuore. Mi mancano”.

