Viterbo – (g.f.) – Non è vero che le piazze sono vuote. Solo ai più distratti può sfuggire come il cuore di Viterbo, gli scorci più belli, quelli più caratteristici e amati, non siano desolatamente lasciati a se stessi. O non valorizzati.
Le piazze, in realtà, sono piene e vive. Basta solo saper aspettare. E guardare con attenzione.
Quando meno te l’aspetti, ecco che tornano a vivere. Si animano, s’illuminano. Di luci. Di suoni. Di colori.
Piazza del Comune, ad esempio. Col calare della sera, soprattutto nel fine settimana, è uno dei luoghi più vivaci del capoluogo. S’illumina di luce. Dei fari. Di suoni, clacson e motori. Si anima. Col movimento delle macchine che indisturbate parcheggiano sotto palazzo dei Priori.
Nel cuore della città. Trasformato in una comoda area di sosta. Quando a pochi metri c’è un parcheggio, ufficiale, magari mezzo vuoto o del tutto deserto. Al Sacrario.
Vecchia storia. Fare quattro passi piace a pochi. Al contrario, la comodità di lasciare la vettura quasi dentro al bar o la pizzeria, è una comodità, una (brutta) abitudine. Difficile da scardinare.
Non sembra che in comune si stiano impegnando molto per combatterla. Basta guardare le foto scattate domenica 17 settembre a tarda serata. Posti liberi, zero. Parcheggio tutto esaurito.
Manca solo qualcuno che aiuti a fare manovra e poi la piazza potrà dirsi ufficialmente “promossa” da salotto buono a parcheggio buono della città.

