Viterbo – Prima prende a pugni la convivente, poi si taglia le vene. Mentre è recluso in casa, messo ai domiciliari dopo aver picchiato la donna sotto gli occhi del figlio di tre anni. In pieno centro storico, nei pressi di piazza Unità d’Italia.
E’ il gesto estremo del 29enne bosniaco fermato nel primo pomeriggio di giovedì dalla squadra volante di Viterbo. Sono stati gli stessi poliziotti, ieri, intorno all’ora di pranzo, a intervenire nell’appartamento del centro storico in cui l’uomo è recluso. Sarebbe stato lui stesso, dopo essersi tagliato le vene, a chiamare gli agenti, che si sono precipitati sul posto, evitando così il peggio. Hanno allertato i sanitari del 118, che hanno trasportato il 29enne al pronto soccorso per le medicazioni. Ora è di nuovo a casa, sempre ai domiciliari.
“Io la amo. Ho fatto tutto questo per amore”, si sarebbe giustificato l’uomo con i poliziotti che, su disposizione della pm Chiara Capezzuto, stanno indagando sul passato della coppia per vedere se ci fossero già stati episodi simili a quello di giovedì. Con la donna, 25 anni, vittima del suo convivente.
Futile, secondo gli inquirenti, il movente dell’aggressione, culmine dell’ennesima scenata di gelosia del 29enne. Sarebbero stati dei passanti a notare l’uomo prendere a pugni la donna sotto gli occhi del figlio di soli tre anni. Avrebbero provato a fermarlo e ad allontanarlo dalla 25enne, ma lui si sarebbe divincolato riuscendola a raggiungere. Con una spinta l’avrebbe scaraventata a terra, provando poi a colpirla con ulteriori pugni. Fortunatamente andati a vuoto.
L’intervento delle volanti della polizia, allertate dai passanti, è immediato. Gli stessi agenti avrebbero assistito a quest’ultima scena, non potendo far altro che arrestare l’uomo. La donna, ferita, è stata invece trasportata al pronto soccorso: ne avrà per alcuni giorni. E con il convivente ai domiciliai nell’appartamento in cui vivevano, è stata costretta a lasciare la casa.
