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“Pure le hostess piangevano…”

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A sinistra Manuel Anselmi

A sinistra Manuel Anselmi

L'aereo nella turbolenza dell'uragano Irma

L’aereo nella turbolenza dell’uragano Irma

Aeroporto di Charlotte - L'acca,mpamento per la notte

Aeroporto di Charlotte – L’accampamento per la notte

Aeroporto di Charlotte - L'acca,mpamento per la notte

Aeroporto di Charlotte – L’acca,mpamento per la notte

Viterbo – (g.f.) – “Le hostess piangevano e i passeggeri vomitavano…”. Panico in volo. Momenti di paura vera quelli vissuti da Manuel Anselmi, sociologo di Ronciglione, in viaggio verso Cancun, quando ad Atlanta, il suo aereo si è trovato in mezzo alla furia dell’urgano Irma.

Adesso che il pericolo è scampato, può raccontare tutto. Ma sono stati momenti davvero difficili. Quando il velivolo era a poca distanza dall’aeroporto.

“Tanta paura – spiega Anselmi – turbolenze in altri viaggi me ne sono capitate, ma mai avevo assistito a una cosa del genere”.

Era diretto a Cancun, ma il volo faceva scalo ad Atlanta, hub importante. Atteso al quinto congresso di sociologia, uno dei più grandi dell’America Latina. Per presentare il suo libro, “Populismo, teorie e problemi”.

Un volo tranquillo, fino a quando non sono cominciate le manovre d’atterraggio. Venti, interminabili minuti.

“Il pilota ha iniziato le operazioni d’avvicinamento, era lunedì 11 settembre, nel pieno di Irma – dice il sociologo -.  A un certo punto l’aereo quasi si stava rigirando. Le hostess piangevano, alle persone sono stati consegnati i sacchetti, perché vomitavano”.

Dentro il peggiore degli incubi. “Tra lampi e turbolenze – continua Anselmi – il pilota ci ha comunicato che non si sarebbe assunto la responsabilità di andare oltre nella fase d’atterraggio”.

Attivando la procedura d’emergenza: “Per andare in uno scalo vicino, a Charlotte”.

Una volta che l’aereo ha ripreso velocità si è anche stabilizzato, opponendo resistenza al forte vento. Ha potuto procedere e atterrare in sicurezza.

“Una volta scesi, ci hanno riuniti tutti insieme, per tranquillizzarci”.

Passata la paura, non i disagi. “La compagnia non ha provveduto, come capita in queste circostanze, ad alloggiarci in un albergo per la notte. Comunque non c’erano posti disponibili. Le stanze erano tutte occupate dalla gente in fuga”.

Passata in qualche modo la notte, Manuel e gli altri compagni di viaggio sono riusciti a partire. Destinazione Cancun.

“La paura è stata tanta – conclude Anselmi – c’erano molti italiani, Cancun è una meta molto richiesta per i viaggi di nozze”.

Luna di miele da brivido. Ma a lieto fine. Come per per Manuel, che nonostante il contrattempo è comunque riuscito a prendere parte al convegno e presentare il suo libro.


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