Milano – Quale sarà il cibo del futuro? A spiegarlo ieri, un viterbese. È Paolo Bianchini, ristoratore del capoluogo, noto anche per il suo impegno politico ed essere stato assessore provinciale.
Tocca a lui rappresentare il Lazio nell’incontro organizzato da Coldiretti a Milano. Il cibo del futuro.
Una tre giorni incentrata, appunto sul cibo. Uno sguardo al futuro, ma con i piedi ben puntati al passato, alle tradizioni e alla riscoperta dei prodotti tradizionali.
“Il tema della tre giorni – spiega Bianchini – è il cibo del futuro. Studiato e approfondito in quattro tavoli tematici. Da altrettanti punti di vista, sociale, tecnologico, economico, ambientale. Io sono ospite di Coldiretti Lazio e Viterbo, a rappresentare attraverso la mia esperienza, la nostra terra”.
Partendo dalla cucina a chilometro zero.
“Che è quella che io lavoro. I produttori d’alimenti d’eccellenza devono in qualche modo interfacciarci con ristoratori, chef, perché questi prodotti poi vanno divulgati e spiegati. È importante per far crescere il made in Italy nel settore alimentare”.
Insieme a Bianchini, sono intervenuti Michele Fino, prorettore dell’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo e Roberto Moncalvo, presidente nazionale Coldiretti.
Cibo e futuro è la prima tappa del Villaggio delle idee, iniziativa che ruota attorno al food. Come punto d’interesse per coinvolgere mondi diversi, dall’arte allo spettacolo, passando per lo sport, la scuola e la ricerca.
