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“Sapevamo di perdere, ma abbiamo rimesso insieme il centrodestra”

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Paolo Equitani

Paolo Equitani

Viterbo – (g.f.) – “Il risultato lo sapevamo dal primo giorno”. Paolo Equitani, candidato alla presidenza per il centrodestra, dopo la sconfitta alle provinciali non si nasconde. L’esito del voto se lo aspettava. Ma non è andata così male.

“Intanto perché siamo riusciti a mettere insieme un centrodestra sfrangiato. Siamo stati capaci di ricompattarlo, attorno alla mia persona. Poi, che sarebbe stato difficile lo conoscevamo dal primo giorno. Ma se devo essere sincero, sono soddisfatto d’avere dato una mano anche sul piano personale, nel mettere insieme una lista unitaria. È comunque una soddisfazione”.

Anche per il risultato uscito dalle urne. “Il gap si è ridotto. Mi fa piacere e penso che possa essere di buon auspicio. Se la collaborazione fra tutti continua e qualcuno lascia a casa determinati atteggiamenti, i risultati non tarderanno ad arrivare. Io l’ho fatto con questo intento, rimettere tutti insieme, evitando personalismi”.

A livello personale ha dato il suo contributo. “Non penso d’essere uscito male. Ho dato il mio apporto con coscienza. Al 90 per cento sapevamo di perdere, dal momento che si sapeva l’orientamento di chi sarebbe andato al voto. Ma mi sono messo a disposizione, per riunire i resti di quello che fu un grande centrodestra. La prima mossa adesso l’abbiamo fatta. Vedremo come si proseguirà”.

Le provinciali come banco di prova, ma Equitani pensa ai prossimi appuntamenti elettorali. Nel 2018. Politiche, regionali, comunali. Quando alle urne saranno chiamati i cittadini.

“Io sono convinto che anche stavolta – spiega il sindaco di Bolsena – se avesse votato la gente, le cose sarebbero andare in modo diverso. C’è malcontento, sul territorio e in generale nel Paese. L’esito, con i cittadini a scegliere, sarebbe stato un altro.

Però, il sistema è questo e devi accettare il responso, basandoti su quello che hai”.

Non ha avuto ancora modo di congratularsi con Pietro Nocchi. “Non c’è stata ancora l’occasione – spiega Equitani – non ho il suo numero, ma lo chiamerò nelle prossime ore. Mi auguro che faccia tutte le cose per bene”. Anche se, gli riconosce, il suo compito non sarà semplice.

“C’è rimasto ben poco, così com’è ridotto l’ente- continua Equitani – domenica sono rientrato a palazzo Gentili dopo un po’ di tempo. Ho visto una scatola, non dico vuota ma semivuota. Tutto trascurato. È stata la legge a portare a questo stato di cose.

Mi auguro che si possa ritornare alle province com’erano, con un nuovo assetto”.

L’apporto che la minoranza potrà dare, è tutto da vedere e dipenderà dall’atteggiamento che presidente e maggioranza avranno. “Del resto loro hanno numeri ampi e consolidati. Il centrodestra può anche fare da stimolo, ma senza soldi da investire diventa tutto complicato.

Vedremo cosa il presidente riuscirà a fare. Senza risorse, la gestione è complicata. Ma questa è la provincia oggi”.


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