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San Lorenzo Nuovo – Una vita rovinata dall’alcol, secondo l’ex moglie che lo ha fatto finire sotto processo per maltrattamenti in famiglia. Non secondo due amici e il cognato i quali, negando che l’imputato bevesse, si sono scagliati contro la presunta vittima.
“Tornava a casa tutte le sere ubriaco e mi picchiava”, ha raccontato la presunta vittima lo scorso luglio alla prima udienza, durante una drammatica testimonianza.
Testimonianza confermata tra le lacrime dalla figlia di primo letto della donna, che aveva solo 13 anni quando la madre, vedova, si è risposata e 22 anni quando, il 5 aprile 2016, il matrimonio è finito con l’intervento dei carabinieri dopo l’ennesimo pestaggio.
Eppure ieri uno dei testimoni della difesa è arrivato a dire che l’imputato era praticamente astemio: “Ordinava solo bibite analcoliche, mai visto bere nemmeno una birra”. Peccato che il teste che lo aveva appena preceduto avesse detto al tribunale: “Non beveva alcolici, solo qualche birretta in compagnia degli amici”.
Tutti hanno cercato di smontare che l’imputato avesse la tendenza ad abusare di alcol. Tutti e tre, due amici e il cognato, hanno invece sparato a zero sulla ex moglie. “Una sera l’ho vista ballare in un locale, dove si esibiva un complesso, e non era insieme al marito”, ha detto uno. “Lui era affettuoso, quando venivano al bar a prendere il caffè o il gelato, siccome lei non voleva fare lo sforzo di scendere dalla macchina, lui glieli comprava e glieli portava in auto”.
Più pesante di tutti il cognato: “Lei spendeva tutti i soldi che lui lasciava a casa per gli imprevisti. La sera che lei ha chiamato i carabinieri, lui era con me, era venuto a chiedermi un prestito per mettere la nafta per andare al lavoro il giorno dopo, perché erano spariti tutti i 150 euro che aveva lasciato nel cassetto per eventuali spese d’emergenza. La voleva denunciare”.
Il difensore di parte civile Vincenzo Dionisi ha messo in dubbio la genuinità delle testimonianze e anche lo stesso giudice Silvia Mattei ha ricordato ai testi che erano sotto giuramento.
Pure il pm ha ironizzato: “Un marito devoto, va bene, ma allora mi spieghi, se era così devoto, come è possibile, per uno che porta alla moglie perfino il gelato in auto, che si possa essere rotto tutto all’improvviso, il 5 aprile 2016, per la banale somma di 150 euro?”.
Il processo riprenderà il 7 marzo 2018.

