Viterbo – West Nile virus, scattano i controlli sulle donazioni di sangue in provincia di Viterbo.
Per prevenire la diffusione del virus attraverso le trasfusioni. Le zanzare sono il veicolo attraverso cui si diffonde a uomini e cavalli e nella Tuscia un equino è risultato positivo sul litorale.
Come conseguenza, nei centri di prelievo viterbesi è stato attivato un test, effettuato contestualmente al prelievo. Ma in altre province, dove il virus d del Nilo Occidentale non è stato rilevato, scatta lo stop.
Capita così, a viterbesi che dovessero trovarsi a effettuare una donazione in un qualsiasi centro di Roma, com’è successo, che il prelievo non sia effettuato.
Dichiarando al momento del prelievo d’avere dormito anche solo una notte a Viterbo, così come in altre province dove il virus è stato rilevato, si è esclusi temporaneamente dal prelievo, per un periodo di 28 giorni.
Non accade nella Tuscia, dove, invece, è previsto il test.
“Il virus compare in Italia in agosto-settembre, viaggia con gli uccelli e viene trasmesso dalla zanzara culex, la zanzara comune. In particolare – spiega all’Adnkronos Salute Gianni Rezza, direttore del dipartimento Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità – quest’infezione tende a colpire il cavallo e l’uomo. L’infezione umana è in oltre l’80% dei casi asintomatica; nel restante 20% dei casi i sintomi sono quelli di una sindrome pseudo-influenzale, ma nell’1% l’infezione virale può provocare meningite o meningo-encefalite. Insomma, si tratta di un’infezione più grave della Chikungunya, a cui sono risultate positive tre persone ad Anzio”.
Per contrastare il virus del Nilo l’arma migliore è disinfestazione.
Maria Laura Ognibene
